Spaccatura tra società e ultrà: polveriera Roseto

Multa di 1.500 euro per il lancio di un bidone dell’immondizia sulla panchina degli Sharks
ROSETO. La frattura tra la società del Roseto Sharks e i tifosi organizzati della Curva Nord sembra diventare sempre più insanabile. E così lunedì per primo è andato in scena l’atto di accusa degli Sharks, che direttamente dalle voci del patron Cimorosi e del presidente Norante hanno espresso la loro condanna per i fatti accaduti al termine dell’incontro di domenica scorsa a Cagliari, raccontando di una avvenuta aggressione sia verbale che fisica, al coach D’Arcangeli, allo staff e ai giocatori.
Poi è arrivata la risposta degli ultrà, che ha confermato come al PalaPiratsu ci sono state tensioni a fine gara con la panchina rosetana, ma minimizzandone la portata e puntualizzando che la squadra non ne era rimasta coinvolta, aggiungendo che non seguiranno più la squadra, alla quale augurano i peggiori mali. E’ una diatriba questa che si sta trasformando in una faida tanto è il tempo che è in piedi; attriti che si sono rinfocolati nel luglio scorso, quando gli Sharks ufficializzarono la partnership con la Stella Azzurra Roma, società di cui D’Arcangeli è proprietario e allenatore. Accordo concluso tramite Martinelli. I termini della collaborazione erano chiari: accordo biennale, con la Stella Azzurra a pagare 200mila euro l’anno agli Sharks per avere la conduzione tecnica e inserire nel roster i propri giovani da lanciare; gli Sharks in quel modo, potevano anche godere di un bonus di circa 100mila euro per mancate spese, visto che la squadra è a Roma dal lunedì al venerdì per non dividere il gruppo, visto che i giovani hanno i loro impegni scolastici da mantenere. La posizione degli ultrà è stata subito intransigente: «Roseto non si sposta». Poche parole per esprimere un dissenso totale ad un accordo che secondo la Curva Nord era solo l’anteprima ad una vendita del titolo sportivo. Ma quello biancazzurro è un titolo che è pieno di debiti, e quindi ben poco appetibile almeno ad oggi: i bilanci parlano chiaro, e gli stessi Sharks che hanno più volte detto che senza questo accordo Roseto sarebbe dovuta ripartire da categorie ben più basse. A nulla sono valse le dichiarazioni arrivate a più riprese: gli Sharks hanno sempre negato di voler vendere e la Stella Azzurra si è sempre detta disinteressata a comperare. Parole che non hanno avuto alcuna presa sul mondo ultras rosetano, che nello scorso ottobre si è ancor di più arroccato sulle proprie posizioni, quando non c’è stato il tradizionale saluto tra squadra e tifoseria prima della gara di esordio. Ed è in queste condizioni che si arriva ai fatti di Cagliari e alla decisione del club di procedere con le denunce: «Tra oggi e domani saremo in Questura a Teramo per denunciare i fatti accaduti e consegnare le immagini che abbiamo potuto raccogliere», ha confermato Norante, che sul documento emesso degli ultrà è stato drastico: «Non rispondo al vigliacco che l’ha scritto e che non ha avuto neanche il coraggio di metterci il nome».
Ma la storia non finisce qui; ieri sera sono arrivati dalla Fip i provvedimenti disciplinari a carico del Roseto per la trasferta di Cagliari: ammenda di euro 1.500 per lancio di sputi collettivo e frequente dei tifosi ospiti, colpendo il secondo arbitro e per lancio di oggetti contundenti isolato e sporadico (bidone della spazzatura), contro i giocatori della propria squadra, senza colpire. Norante, chiamato ad un commento, ha rincarato la dose lapidario: «Chi ha causato questi danni dovrà ripagarli alla società». Vedremo cos’altro succederà adesso.
Marco Rapone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

