Speranza, gol al 92’ e il Teramo ora sogna la salvezza diretta

Al di là del risultato piacciono la determinazione e la corsa di una squadra che ha trovato finalmente la sua identità
TERAMO. Sì, il Teramo ce la può fare. E sarebbe stato giusto scriverlo anche se il grande colpo di testa di capitan Speranza che ha deciso il match al 92’ fosse stato ricacciato da Aridità. Perché al di là della vittoria, comunque fondamentale (e abbinata al pari tra Modena e Forlì, rivali cui il Diavolo ha rosicchiato due punti), si è visto ieri che ora il Teramo è una squadra. Con dei limiti, d’accordo, e anche grossi in alcuni settori del campo; ma con una quadratura collettiva che prima non c’era, e che permette di assorbire l’impatto di quei limiti. Se non altro adesso è difficile fare gol al Teramo, e se in fase offensiva le frecce nell’arco sono purtroppo molto poche ci si arrangia come si può, correndo e combattendo dall’inizio alla fine. Bravo, dunque, Ugolotti, che ha dato al Teramo l’intensità e la solidità che non aveva. Basterà per salvarsi? Intanto basta per giocarsi la salvezza diretta, e rispetto a qualche settimana fa è già tantissimo.
Il quasi derby con la Samb è stato giocato in un ambiente da partita vera, con tifoserie urlanti e la curva del Teramo fin troppo sopra le righe (prima e durante il match gli ultrà hanno lanciato in campo fumogeni, torce e bombe carta: per la società è in arrivo una grossa multa e in certi comportamenti non è difficile vedere una studiata strategia anti-Campitelli). Lo spettacolo ha latitato, ma a perdere non ci stava nessuno e la densità in zona palla creata da entrambe le squadre ha soffocato il gioco. Al Teramo ha dato una mano la prudenza forse eccessiva di Sanderra, che ha chiesto alle ali Mancuso e Di Massimo profondi rientri (di fatto quello degli ospiti era un 4-5-1). In questo modo la Samb ha reso difficoltosa la manovra dei biancorossi costringendoli a lanciare spesso lungo per due punte leggerine che quasi sempre perdevano palla, ma tenere il capocannoniere Mancuso così lontano dalla porta è stato un insulto al calcio, tanto più che il centravanti Sorrentino è apparso inoffensivo. Risultato, l’unico tiro della Samb nel primo tempo è stato un tentativo fuori misura di Di Massimo al 5’. Il Teramo non ha fatto molto di più, ma al 17’ ha sfiorato il vantaggio con un colpo di testa di Speranza su cross di Di Paolantonio (palla fuori da pochi passi) e al 29’ lo ha trovato con una ripartenza breve su palla persa dagli ospiti in uscita. La difesa rossoblù ha lasciato Fratangelo libero di correre nella terra di nessuno fino al limite dell’area, dove il baby ha imbroccato un sinistro chirurgico che, toccato appena da Aridità, si è infilato all’incrocio. Da quel momento fino all’intervallo zero episodi degni di nota, con una difesa grintosa e attenta del risultato da parte biancorossa.
Nella ripresa la Samb ha provato a forzare ritmi e tempi delle giocate e la partita si è aperta un po’. Dopo un tiro da fuori di Amadio parato in due tempi e un destraccio alto dell’ex Lulli, il primo angolo pro Samb ha portato all’1-1: il mediano Bacinovic ha potuto colpire di testa in relativa libertà e pescare l’angolo opposto. È inguaribile, purtroppo, la debolezza del Teramo sui calci piazzati contro. Il Diavolo poteva fare subito il 2-1 con Sansovini (gran colpo di testa su cross teso di Ilari, traversa!) ma poi ha sofferto e rischiato qualcosa. Lulli ha impegnato Narciso a terra (19’), Mori ha alzato di testa su angolo (27’). Ugolotti dopo l’ora di gioco ha messo dentro forze fresche a discapito della tecnica e, anche se i nuovi entrati non hanno fatto grandi cose, il Teramo ha continuato a lottare su ogni pallone fino alla fine, spingendo soprattutto a destra e facendo tornare la Samb inoffensiva. Al 39’ Tempesti ha dato un bell’assist a Ilari che dal limite ha tirato fortissimo ma centrale. Nel recupero il dio pallone ha premiato la voglia di vincere del Teramo: angolo calciato corto e teso da Masocco, splendida girata di testa di Speranza andato incontro al pallone e palla che si è infilata sul primo palo nonostante il disperato tentativo di parata di Aridità. Un boato così al Bonolis non si sentiva da tempo, una gioia tanto forte mancava da un pezzo. Sì, il Teramo ce la può fare.
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