Spezialetti: sogno di fare una squadra abruzzese

Il ds pinetese dell’Androni Giocattoli-Sidermec in ammiraglia per il secondo anno consecutivo
Il Giro d'Italia visto dall'ammiraglia. Il pinetese Alessandro Spezialetti, 44 anni, ex corridore professionista dal 1997 al 2012, affronterà il secondo Giro d'Italia da direttore sportivo con l'Androni Giocattoli-Sidermec, formazione Professional.
Spezialetti, che cosa si aspetta da questa edizione?
«Andremo al Giro con la voglia di battagliare ogni giorno e di provare a vincere una tappa. L'Androni Giocattoli-Sidermec vuole ben figurare».
Quali sono i vostri corridori di punta?
«Ne abbiamo diversi. Ci sono Masnada, Cattaneo, Gavazzi e Vendrame. Si tratta di ragazzi agguerriti e brillanti, pronti ad entrare nella fuga giusta».
La tappa con arrivo all'Aquila vi stuzzica?
«Gavazzi e Vendrame hanno le caratteristiche per essere competitivi. Sarebbe bello vedere un corridore della mia squadra vincere in Abruzzo».
Si torna all'Aquila a dieci anni di distanza dal sisma del 2009. Che emozioni prova?
«Il Giro d'Italia accende da sempre i riflettori su tematiche importanti. E' bello vedere che L'Aquila stia piano piano rinascendo e spero che possa continuare a farlo ulteriormente».
Chi sono i favoriti per la vittoria del Giro 2019?
«Se la giocheranno Dumoulin, Nibali e Roglic. L'infortunio alla clavicola ha tolto di scena il colombiano Egan Bernal, che a mio avviso aveva le carte in regola per vincere».
Ciccone può ambire a qualcosa di importante?
«Lo spero. Può puntare a vincere qualche tappa e magari, chissà, potrebbe anche provare a curare la classifica generale. Ciccone è forte e, da abruzzese, gli auguro il meglio».
Come sta andando la sua esperienza all'Androni Giocattoli-Sidermec?
«Il bilancio è più che positivo. Ogni anno si migliora sempre e nel 2018 mi sono tolto la soddisfazione di vincere il trofeo Matteotti con Davide Ballerini. Non avevo vinto il Matteotti da corridore, ma ci sono riuscito da ds. La gioia, quindi, è stata doppia. Ballerini, poi, ha un grande futuro e un giorno può ambire a vincere la Parigi-Roubaix o il Giro delle Fiandre».
Ha un sogno nel cassetto?
«Mi piacerebbe creare una squadra abruzzese, rilanciando il ciclismo nella nostra regione. E' un progetto nel quale credo e vedremo se sarà realizzabile. Un po' di sponsor abruzzesi, qui all'Androni, ci sono, perciò mai dire mai...». (g.l.)
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