Steven dipinge rosa Lo Squalo: non è finita

ALPE DI SIUSI. «È stata una giornata no. Punto e basta, il riscaldamento la mattina era andato benissimo, poi le gambe in corsa non hanno girato. E alla fine della crono ci si è messo anche quell’inci...
ALPE DI SIUSI. «È stata una giornata no. Punto e basta, il riscaldamento la mattina era andato benissimo, poi le gambe in corsa non hanno girato. E alla fine della crono ci si è messo anche quell’incidente meccanico a complicare le cose». Vincenzo Nibali è giù di morale a fine tappa. Ma non si arrende. Anzi. «Non mollo – ha detto -. Il Giro è ancora lungo, c’è ancora una settimana, ci sono tante montagne, ho tre minuti di ritardo, ma una giornata no può capitare anche a chi mi precede in classifica. Era capitata sabato a Valverde, nella crono è capitata a me». Valverde possibile alleato? Lo Squalo tende la mano. «Perché no, ora è rientrato in classifica e chissà...». L’Italbici si aggrappa ancora alla grinta del campione siciliano. È uno che non si dà per vinto lo Squalo, è uno dei pochi nel ciclismo moderno pronto ad attaccare e che, magari, pur di vincere, è disposto anche a rischiare di perdere. Così dovrà fare per scalfire le certezze di Kruijswijk, che ieri all'Alpe di Siusi ha dato una pennellata rosa meglio del suo illustre concittadino Vincent Van Gogh. È nato il 7 giugno 1987 a Nuenen in Olanda Steven Kruijswijk, lo stesso paese del pittore dei girasoli. Quelli però Van Gogh li dipingeva di giallo, chissà un augurio per future imprese al Tour de France dove qualche anno fa è giunto al massimo terzo nella classifica dei giovani.
L'Olanda, che aveva accolto ormai più di due settimane fa in modo trionfale la partenza della carovana rosa, ora è pronta a mobilitarsi per le pennellate del suo idolo. La truppa orange dei giornalisti al seguito del Giro si sta rinforzando di giorno in giorno. Eppure le tv olandesi trasmettono in diretta solo le tappe nei week-end. Proprio quelle delle pennellate. «Sono andato forte in questo week-end, e ho guadagnato più del previsto dai miei avversari. Giro finito? Per carità non scherziamo la corsa è ancora lunga e Chaves e Nibali sono avversari temibilissimi, così come Valverde». Una cosa più di altre colpisce di questo olandesone: la tranquillità, la serenità che dimostra. Perché in fondo lui in questa ultima settimana da perdere ha poco o nulla. «Mi attaccheranno, lo so bene – spiega – ma la mia squadra, contrariamente a quel che si dice, è forte e mi porta sempre ben coperto sotto le salite. Mi attaccheranno mai io sono pronto. Se poi vado come nella crono...». Kruijswijk ha un primo ricordo di una maglia rosa olandese. «Erik Breukink (signor corridore, uno degli eroi del Gavia nel 1988, ricordate le telecronache del mito De Zan? 0ndr), non ero nemmeno nato, ma ho visto le foto di quando indossava la maglia rosa». Senza pressione, proprio il contrario della Squalo. (a.s.)

