Stirpe e Trullo, il derby lascia segnali contrastanti

13 Ottobre 2020

Il coach del Teramo a Spicchi: «La squadra già mi piace». Il rosetano: difesa e atteggiamenti da rivedere

ROSETO. Conclusa la prima giornata della Supercoppa Centenario Lnp, per le abruzzesi di serie B è già tempo di fare qualche conto con le rispettive situazioni interne. Non fa drammi il vice allenatore della Giulia Basket Giovanni Montuori, nonostante la sconfitta rimediata a Civitanova: «È stata una gara condizionata dalle assenze: ci mancavano 4 giocatori, e poi si è fermato anche Di Poce per un colpo alla coscia. Se aggiungiamo che prima non avevamo potuto fare neanche un’amichevole, si capisce come sia normale per noi essere un po’ indietro a tutti i livelli. Non c’è che da lavorare, al completo, utilizzando le prossime gare di coppa come fossero amichevoli».
Un po’ sulla stessa linea il coach di Roseto Tony Trullo: «Di fatto è stata la nostra prima partita giocata tutti insieme tranne Lucarelli (che dovrebbe riprendere ad allenarsi proprio oggi, ndc). Di certo non mi sono piaciuti i nostri primi venti minuti difensivi così come un certo atteggiamento tenuto in campo: sono punti su cui lavorare, insieme alla crescita fisica del gruppo. Bene, invece, ha fatto Teramo a giocare per i due punti: spero ce ne ricorderemo quando inizierà il campionato, i derby vanno giocati con quell'intensità». L’unico vincitore di giornata è stato Simone Stirpe, allenatore della Rennova Teramo: «Soddisfatto del nostro modo di stare in campo, sempre intensi fino alla fine: fisicamente stiamo già bene, normale per una squadra giovane che deve salvarsi, di certo non nata per giocare di fioretto. Abbiamo sfruttato bene le rotazioni, ma c’è da migliorare su certi nostri passaggi a vuoto: contro squadre più rodate sarebbe deleterio». Con Civitanova e Teramo a comandare in classifica, domenica alle ore 18 sarà già tempo della seconda giornata: in programma Roseto contro Civitanova al PalaMaggetti, e Giulianova contro Teramo al PalaCastrum. Tutte ancora da scoprire le condizioni ambientali con le quali si giocherà: «Mai vissute in trent'anni di carriera queste difficoltà. Aspettiamo le novità del decreto, ma non nego la preoccupazione per queste limitazioni al pubblico: le squadre con grandi impianti rischiano di essere pesantemente penalizzate», dice il rosetano Trullo, seguito a ruota nei pensieri dal teramano Stirpe: «Mi piacerebbe essere più positivo, ma la verità è che non riusciamo neanche a pensare se domani potremo allenarci: i protocolli sono difficili e costosi ed è difficile guardare ad una data certo di inizio campionato». Cerca, invece, di essere più positivo il giuliese Montuori: «Penso che aggiornando i protocolli riusciremo a giocare: da vedere come aumenterebbero i già tanti infrasettimanali in caso di blocchi o posticipi». Nel frattempo si aspettano le decisioni del governo: si parla di limitare a 200 posti gli sport al chiuso, con limitazioni ancor più stringenti per gli impianti più piccoli: poco spazio dunque alle proposte di Lnp per autorizzare una capienza del 25% negli impianti. E se così sarà, la voce incassi delle società verrà presumibilmente tagliata anche del 70% rispetto alle precedenti stagioni, minando alla base il futuro dei club.
Marco Rapone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.