Sullo: feci un gol straordinario, ma sarebbe stato meglio non segnare

PESCARA. Un gol pazzesco per un sogno rimasto tale. Penultima giornata del campionato di serie B, 6 giugno del 1999, al Via del Mare di Lecce arriva il Pescara di Gigi De Canio. I salentini, terzi in...
PESCARA. Un gol pazzesco per un sogno rimasto tale. Penultima giornata del campionato di serie B, 6 giugno del 1999, al Via del Mare di Lecce arriva il Pescara di Gigi De Canio. I salentini, terzi in classifica, hanno quattro punti di vantaggio sul Delfino, che occupa il quinto posto ma è quasi fuori dalla lotta alla serie A a causa della sconfitta casalinga con la Reggina della settimana precedente. Allo stadio, 30.000 bandiere giallorosse accompagnano l’ingresso in campo delle due squadre. I biancazzurri hanno i panni della vittima sacrificale per l’imminente festa salentina, ma durante i novanta minuti accade l’imponderabile. Il protagonista assoluto è Salvatore Sullo, talentuoso ex centrocampista del Pescara, che da qualche anno è il vice dell’ex ct della Nazionale Gian Piero Ventura.
Dopo appena 10’ Sullo esplode un destro di rara bellezza dal limite dell’area che si insacca all’incrocio dei pali. È il gol che decide la partita riaprendo momentaneamente la corsa alla serie A. «Fu una rete straordinaria», racconta il 47enne napoletano a distanza di venti anni, «ma, ripensandoci, sarebbe stato meglio non segnare. Quella vittoria ci illuse per un’altra settimana, invece noi il campionato lo perdemmo sette giorni prima con la Reggina in casa. Contro i calabresi giocammo un grande primo tempo fallendo tante occasioni. Gelsi, un vero cecchino, sbagliò un calcio di rigore, poi ci fu la sfortunata autorete di Cannarsa e alla fine il raddoppio di Possanzini. A Lecce vincemmo grazie al mio gol e, soprattutto ai miracoli del portiere Bordoni. Nella prima frazione si fecero male i due nostri attaccanti, Esposito e Luiso, però riuscimmo ugualmente a portare a casa i tre punti. Un pomeriggio davvero incredibile che purtroppo non fece altro che alimentare false speranze».
All’ultima giornata, infatti, il Lecce vince a Verona contro il Chievo (già salvo) e la Reggina supera in trasferta il Torino (già promosso). Esiti prevedibili che rendono inutile il successo del Pescara contro il Brescia e fanno storcere il naso agli sportivi, non solo quelli pescaresi. Alla fine vengono promossi in A il Verona (66 punti), il Torino (65), il Lecce e la Reggina (64), mentre il Pescara chiude quinto a quota 63 e resta in serie B.
Domenica al Via del Mare il Delfino di Pillon proverà a tenere vive le speranze di promozione diretta. «Non sarà una gara decisiva», dice Sullo, «anche un pari andrebbe bene, visto che il Pescara sarebbe in vantaggio negli scontri diretti con i giallorossi dopo la vittoria dell’andata. Certo, a Lecce si è creata una perfetta armonia tra squadra, società e tifosi che potrebbe spingere i salentini. Cosa che non sta accadendo a Pescara e sinceramente non so spiegarmi il motivo. I biancazzurri sono al vertice dall’inizio della stagione. Pillon sta facendo un ottimo lavoro e non è vero che il Delfino gioca male. È una squadra solida e molto organizzata che lotterà per la promozione fino alla fine».(g.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

