Svolta Legrottaglie, il Pescara ha un'anima

La società conferma in panchina l’allenatore promosso dalla Primavera che ha stregato la squadra per idee e positività
PESCARA. «Oh, ma che partita avete fatto?». Dacia Arena di Udine, sabato pomeriggio, mancano pochi minuti alle 17. Il Pescara vince e si avvicina alla zona play off, Nicola Legrottaglie entra in campo, dispensa complimenti, abbracci, baci e strette di mano a tutti i suoi giocatori. I suoi occhi azzurri fulminano tutti, nessuno escluso. «Questo qui è un predestinato», raccontano dallo spogliatoio pescarese. «In poco tempo è riuscito ad entrare nella testa dei calciatori. Ci ha stregato», raccontano alcuni dei protagonisti del Delfino, che sabato hanno annichilito il Pordenone.
Spogliatoio stregato. «Resta, vero?», chiedono, alcuni calciatori, come rassicurazione. Il Delfino ha scelto Legrottaglie e la società deve solo ufficializzare la permanenza in panchina. Il presidente Danienele Sebastiani, nel dopo gara, è stato un po’ evasivo: «Resta? Vedremo...». Ma i dubbi sono stati tutti fugati e ieri sera l’ ex tecnico della Primavera è stato promosso in prima squadra, dopo l’addio di Luciano Zauri.
Conferma scontata. Il club ha deciso e oggi comunicherà ufficialmente al 43enne allenatore pugliese che resterà in sella al Delfino. Legrottaglie ieri mattina poco dopo le 9 è salito su un Freccia Rossa, direzione Milano, dove vive la sua famiglia. Ha dovuto rispondere a valanghe di telefonate e messaggi. Complimenti, tanti, per il grande esordio in serie B e per il grande colpo in Friuli. Lui, Nicola da Mottola, a pochi chilometri da Bari, ha voluto dedicare la vittoria e l’esordio ad una persona speciale: alla madre scomparsa qualche tempo fa. Per farlo, ha scelto la via dei social.
Il messaggio per la madre. Sul suo account Instagram infatti, l’ex difensore di Juve e Milan ha postato una sua foto che lo ritrae intento a fare una telefonata ed un lungo messaggio d’affetto. Giovane, moderno, attentissimo alla comunicazione, non solo quella sui social, ma anche all’interno dello spogliatoio.
Pescara rivitalizzato. Legrottaglie è entrato nelle menti dei giocatori, un po’ depressi dopo il ko con la Salernitana, ma ha anche rivoluzionato il Delfino con uno scoppiettante modulo 3-5-2, quello visto in Friuli. Possesso palla, gli esterni Zappa e Del Grosso sempre all’attacco e bravissimi a coprire il campo in ampiezza, i tre difensori alti e pronti all’anticipo e, soprattutto, spirito di sacrificio, raddoppi sul portatore di palla avversario, coperture preventive e un’intensità nel gioco che non si era mai vista prima. Serve altro? Al momento può bastare e la squadra tatticamente ha risposto alla grande. L’idea di calcio di Legrottaglie è questa, con un 3-5-2 molto offensivo. L’allenatore è consapevole della forza della squadra e scalpita dalla voglia di “affettare” anche il Cosenza, che lunedì sera salirà all’Adriatico per il posticipo della 22esima giornata.
Caccia al bomber. Legrottaglie spera di piazzare il colpo anche in casa e, magari, con qualche freccia in più nella sua faretra. La società in settimana dovrebbe chiudere il mercato con un colpo importante in attacco. I dirigenti sperano di spuntarla con il Perugia per ottenere Federico Melchiorri, che piace molto allo stesso Legrottaglie, in alternativa si aspetteranno i movimenti delle altre squadre. Mirino puntato verso Empoli, che ha appena ingaggiato il tecnico Pasquale Marino al posto di Roberto Muzzi. Uno tra Mancuso, La Gumina e Moreo andrà via e il Delfino proverà a tenere le antenne dritte per piazzare il colpo. C’è anche una pista “linea verde” che porta a Roberto Piccoli, 19enne bomber dell’Atalanta Primavera. Sabato alla Dacia Arena il Pescara ha incrociato Giovanni Sartori, il ds degli orobici. Trattativa in vista?
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