Tardelli: l’Italia? Qualcosa sta cambiando

12 Ottobre 2018

«C’è fiducia e speranza attorno al nuovo corso di Mancini. Verratti per me non è ancora un leader, deve migliorare»

TERAMO. Un campione del mondo a colloquio con 300 studenti. Marco Tardelli, ieri mattina, è stato al palazzetto dello sport di Montorio al Vomano per prendere parte al convegno "Anni azzurri" in compagnia di Furio Valcareggi, figlio di Ferruccio, ex ct della Nazionale, e del giornalista Alberto Polverosi. L'iniziativa, promossa dalla "Biblioteca del Ricordo" e dal Montorio Volley, con il patrocinio dell'amministrazione comunale, ha avuto tra gli ideatori l'ex calciatore Fabrizio Catelli, che nel Como allenato da Tardelli conquistò la promozione in serie B nel 1994. Durante l'incontro, moderato dal giornalista Walter Cori, sono stati presentati i libri "Tutto o niente", scritto da Marco Tardelli con la figlia Sara, e "Soltanto col mio babbo sul tetto d'Europa", nel quale Furio Valcareggi e Alberto Polverosi ripercorrono la storia di Ferruccio Valcareggi, il ct che nel 1968 guidò l'Italia al successo agli Europei dopo anni bui per i colori azzurri. Tardelli, ex campione del mondo del 1982 ed ex centrocampista di Juventus e Inter, ha ricevuto l'abbraccio degli studenti degli istituti comprensivi Montorio-Crognaleto e "Falcone Borsellino" di Villa Vomano. Prima di posare con loro per le foto-ricordo e firmare autografi, Tardelli ha risposto alle domande di alcuni ragazzi. Tanti gli argomenti trattati, dall'esultanza con lo storico urlo per il gol firmato alla Germania nella finale del 1982 su assist del compianto Gaetano Scirea, ai momenti più significativi della sua carriera, passando per la mancata partecipazione della Nazionale agli ultimi Mondiali e al calcio femminile («In Italia siamo un po' indietro, ma quello delle calciatrici è un movimento in fase di crescita», ha detto). Nel corso della mattinata sono stati ricordati i tre giovani montoriesi Lorenzo, Arianna e Federica, vittime del terremoto dell'Aquila, ai quali è dedicata la "Biblioteca del Ricordo" all'interno del palasport.
A margine del convegno Tardelli ha rilasciato al Centro un'intervista spaziando su vari temi.
Che idea si sta facendo della Nazionale di Roberto Mancini?
«C'è un pieno di speranza. L'amichevole con l'Ucraina è stata forse la migliore esibizione della nuova gestione. C'è da lavorare, ma qualcosa sta cambiando. La qualificazione agli Europei del 2020 non può sfuggire».
Che cosa ha provato quando l'Italia non è riuscita a qualificarsi per i Mondiali 2018?
«Una profonda tristezza. La responsabilità di questo fallimento non è da attribuire unicamente all'ex ct Ventura, ma è anche il risultato di errori commessi dai vertici del nostro calcio negli anni precedenti».
Che ruolo può avere l'abruzzese Marco Verratti nella rinnovata Nazionale di Mancini?
«Verratti non lo considero un leader ed è, contrariamente a quanto si pensasse, un giocatore diverso rispetto a Pirlo. Il centrocampista del Psg può e deve migliorare tanto».
Metterebbe Balotelli al centro del progetto azzurro del prossimo biennio?
«Sono un suo tifoso, ma quello che ha dimostrato finora non è abbastanza. Balotelli, però, ha qualità fisiche e appeal internazionale. Spetta a Mancini fare la scelta migliore».
Che ne pensa della Juventus di Cristiano Ronaldo?
«È la squadra più forte degli ultimi anni, ma non so se è la Juventus più forte di sempre. Sarà il campo a stabilirlo».
I bianconeri ce la faranno a vincere la Champions League dopo 23 anni?
«Mi auguro che sia l'anno buono. La rosa è competitiva e può arrivare fino in fondo, sperando in un esito diverso rispetto alle ultime finali».
È più forte la Juve attuale o quella della sua epoca?
«Fare paragoni è difficile. Sono due squadre forti per i rispettivi periodi. La mia Juve, composta da giocatori come Platini e Boniek, era senz'altro molto forte e vincente».
Quante volte ripensa al gol segnato alla Germania nella finale del Mondiale '82?
«Quel momento lo rivivo sempre. L'esultanza con l'urlo fu la conseguenza di una gioia smisurata. E pensare che stoppai male la palla, dopo l'assist del mio caro amico Scirea...».
Adesso fa l'opinionista alla Domenica Sportiva. Le manca un po' la panchina?
«Assolutamente no, io il giardino a casa ce l'ho (ride, ndc)». Gaetano Lombardino
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