Tariuc replica: Chieti, non sono violento

Serie D, il centrocampista dell’Avezzano protagonista dello scontro con Scintu
AVEZZANO. «Mi si vuol far passare per un calciatore violento ed antisportivo, ma posso assicurarvi che non sono nulla di tutto ciò». E' amareggiato Florin Tariuc dopo la lettura delle dichiarazioni provenienti da Chieti, e allora prova a spiegare cosa è successo nell'azione che ha provocato il ferimento di Nicola Scintu sul finire della partita di domenica all’Angelini. «Ero in campo da pochissimo e dopo aver ricevuto il pallone, ho allargato le braccia per proteggerlo dall'attacco degli avversari, esattamente come fanno tutti in circostanze del genere, ma nessuno ha considerato che io sono alto oltre 1,90, mentre Scintu che in quel momento era venuto in pressing, è almeno venti centimetri più basso. Per questo motivo, e solo per questo, la mia sbracciata lo ha colpito in viso, ma il gesto è stato assolutamente involontario. D'altronde che motivo avrei avuto per commettere un fallo così vistoso su di lui , a meno di un minuto dal mio ingresso?». Tariuc non accetta le accuse. E tiene a sottolineare che «è pur vero che non ho chiesto scusa immediatamente, ma l'ho fatto lunedi sul profilo facebook del mio avversario, senza però ricevere risposta». Si è mossa anche la società attraverso il direttore generale Paolo Venditti: «Ho chiamato il ds del Chieti Omar Trovarelli, persona squisita che conosco da anni, e al quale ho ribadito l'assoluta involontarietà del fallo commesso da Tariuc. Anche il nostro Di Massimo è tornato a casa con quattro punti di sutura sulla testa, ma non per questo abbiamo fatto drammi o minacciato azioni legali». (p.o.)
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