Tedino: «Bene così, ma siamo molto indietro»

12 Agosto 2019

Il tecnico: «Mancano ancora dei pezzi. Magnaghi e Bombagi? Li conosco bene». Elogi ai tifosi

FANO . Per Bruno Tedino va bene così. D’accordo che il risultato contro questo Fano baby va preso con beneficio di inventario, d’accordo anche che il calcio d’agosto, per giunta di un pomeriggio afoso, racconta verità minime, ma quello che c’era da vedere lui lo ha visto. «Questo è un gruppo che segue e questa è la strada giusta da percorrere», esordisce il nuovo allenatore del Teramo, che non sottovaluta affatto la dimensione attuale del Fano («non era quello di Gubbio e qualche buon giocatore lo ha già») e che per questo valorizza anche il fatto che «siamo stati capaci di non subire ripartenze, che è poi quello che dovevamo temere. Niente di eclatante ma siamo stati sempre ordinati». Solo indizi, per ora, su quello che sarà il resto della stagione. «In questo momento», mette le cose in chiaro il tecnico, «non vogliamo illudere nessuno. Siamo molto indietro con il lavoro econ l’assemblaggio della squadra. Sappiamo che mancano ancora dei pezzi e sappiamo anche che il processo di conoscenza reciproca è solo all’inizio».
Due gol da calcio piazzato rappresentano un altro incoraggiante segnale «ma sono stati gol diversi», specifica Tedino, «il secondo decisamente rocambolesco, mentre il primo è il risultato della combinazione fra la bellissima palla di Arrigoni e il terzo tempo ottimo di Cristini».
Inevitabile che si finisca a parlare anche di quel mercato che sembra svilupparsi proprio nel segno di chi questa squadra la sta forgiando. «Non è di mia competenza ma le nostre esigenze sono note. È comunque già arrivato Martignago e sono felice perché è un ragazzo cui tengo particolarmente. A Pordenone è stato fatto molto per lui e lui ora ha mostrato riconoscenza». Pordenone fa rima anche con Magnaghi e Bombagi. «Ovviamente sono due ragazzi che conosco altrettanto bene», così se la cava Tedino. Che si prende tutto il buono del momento attuale «anche perché mi sta dando la possibilità di vedere all’opera qualche ragazzo che invece conosco meno», e che poi va in brodo di giuggiole per i tifosi «che hanno fatto tutti questi chilometri di domenica e con questo caldo. Si stanno dimostrando da subito veri amici con un grande cuore come quello della città. E gli amici non vanno mai traditi».
Colpito dalla partecipazione popolare anche Cristini, che definisce l’emozione per l’applauso finale «persino più grande di quella per il gol». Quello è venuto su palla inattiva «e tutti sanno quanto quelle situazioni pesino nel calcio moderno. Anche noi ci stiamo lavorando su». Quanto al bilancio della gara, per Cristini va infilato alla voce “parziale” «perché siamo partiti in ritardo ed è ancora quasi tutto da costruire. Positivo comunque che certi automatismi si comincino a vedere. Nonostante il gran caldo, credo che soprattutto nella prima parte del primo tempo ci siamo comportati bene». Prematuro anche definire gli obiettivi stagionali. «Non che non ne abbiamo parlato», ammette il centrale difensivo, «ma per adesso non ce ne sono di troppo ambiziosi. Diciamo che ci piacerebbe molto stupire». (p.g.)