Tennis, a Roseto fuori il fratello di Berrettini Bene Feldbausch

20 Aprile 2023

ROSETO. Entra nel vivo il Challenger ATP di tennis sui campi in erba rossa a Roseto degli Abruzzi, con un montepremi da 80.000 euro, organizzato dal promoter Luca Del Federico nell'ambito della 3ª...

ROSETO. Entra nel vivo il Challenger ATP di tennis sui campi in erba rossa a Roseto degli Abruzzi, con un montepremi da 80.000 euro, organizzato dal promoter Luca Del Federico nell'ambito della 3ª edizione del Tennis Tour I Love Abruzzo. Oggi sono in programma gli ottavi di finale del singolare, con il match clou tra Kilian Feldbausch e Franco Agamennone, e i quarti di finale del doppio. Ieri giornata intensa con 22 incontri per recuperare i match sospesi a causa del maltempo. Si è messo in mostra il 17enne svizzero Kilian Feldbausch, individuato dagli addetti ai lavori come un aspirante erede di Roger Federer e subito diventato beniamino del pubblico, che ha superato il quotato argentino Mariano Navone (227 ATP) per 7-6, 6-0. Bene anche Andrea Pellegrino, vittorioso 7-5, 6-3 contro Mate Valkusz, mentre è uscito di scena Jacopo Berrettini (fratello del più celebre Matteo), battuto 6-3, 6-0 da Sumit Nagal. Costretto al ritiro per un infortuni alla caviglia, invece, Edoardo Lavagno che era in vantaggio di un set (7-5) e sul 4-4 nel secondo con il rumeno Nicholas David Ionel. Nel derby italiano la testa di serie numero 2 Franco Agamennone si è imposto su un buon Gianmarco Moroni per 6-3, 7-5 così come il siciliano Salvatore caruso l'ha spuntata 6-4, 6-1 nei confronti del francese Dan Added 6-4, 6-1. Tutto facile pure per la testa di serie numero 1 Filip Misolic, 6-1, 6-1 sul numero 262 ATP Juan Torres. Niente da fare per la wild card Giamarco Ferrari, ko dopo una battaglia di due ore con Jelle Sels 6-7, 6-2, 3-6. Vanno avanti al turno successivo anche l'americano Emilio Nava e i due belgi Gauthier Onclin e Raphael Collignon. Fuori dai giochi gli ultimi abruzzesi rimasti in corsa Andrea Del Federico e Giorgio Ricca, sconfitti in doppio da Francesco Forti e Giovanni Fonio 5-7, 4-6. (m.r.)
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