Teramo, è il giorno verità: iscrizione appesa a un filo

22 Giugno 2022

Il club ieri ha pagato gli stipendi, però mancano 350mila euro per completare l’iter necessario per partecipare al campionato. C’è tempo fino a mezzanotte

TERAMO. Il destino del Teramo è appeso a un filo, sempre più sottile. Entro la mezzanotte di oggi, termine ultimo per consentire al Diavolo di essere ai nastri di partenza della serie C 2022-2023, c'è bisogno di una svolta, quasi di un miracolo, altrimenti non ci sarà l'iscrizione al campionato. Quella di oggi sarà una giornata infuocata, sulla falsariga di quanto è successo nelle ultime ore. Ieri sono emersi nuovi intoppi, con una serie di comunicati e di botta e risposta che hanno reso ancora più intricata la situazione. Il pomeriggio si era aperto con una nota del Teramo con cui si annunciava «di avere effettuato i versamenti delle mensilità di aprile e maggio relativi ai propri tesserati nel rispetto della scadenza federale e propedeutici all'ottenimento dell'iscrizione». Una notizia positiva, quella del saldo dei due stipendi, se non fosse che nella nota si evidenziava anche che «alle 14,30 di oggi (ieri, ndc) non c'era ancora stato alcun feedback dal tribunale di Roma circa il necessario assenso per la continuità aziendale del club».
Qualche ora dopo il tribunale capitolino, tramite l'amministratore giudiziario Claudia Capuano (curatrice dei beni del gruppo Ciaccia sotto sequestro), faceva sapere che «in risposta alla proposta avanzata da Davide Ciaccia con la richiesta di somme aggiuntive rispetto a quelle già messe a disposizione in precedenza», il giudice delegato ha emesso un provvedimento disponendo che «visto lo sforzo economico già compiuto per portare a termine il campionato, considerata la situazione delle società in sequestro, e visto il reperimento di un finanziamento di 350mila euro da parte di soggetti portati da Davide Ciaccia, la copertura finanziaria per la fideiussione deve essere sostenuta dal socio di minoranza al 40% (l'ex presidente Franco Iachini, ndc) per motivi di equità, ove il socio di minoranza ha già ricevuto un acconto di 500mila euro basato su valori della società del tutto inverosimili».
Iachini, piuttosto contrariato, ha a sua volta risposto alla Capuano scrivendole che «il sottoscritto sta facendo la sua parte prestando fideiussione personale con un pegno di 350mila euro di collaterale, già pronto, che verrà eseguita dopo che la Teramo Calcio pagherà i suoi debiti nei confronti della Soleia (la società che gestisce il Bonolis e che fa capo a Iachini, ndc) ed anticipando parte del costo dell'utilizzo dello stadio per la prossima stagione». L'ex presidente biancorosso, dunque, si è già esposto in prima persona attingendo il pegno direttamente da risorse personali e non da una sua azienda. Continuano però a ballare 350mila euro e non c'è stato un seguito all'indiscrezione emersa lunedì sul possibile sblocco della somma da prendere da un'azienda di Davide Ciaccia ma vincolata all'ok del fratello Mario. In tutto questo caos, intanto, le sorti del Teramo sono appese a un filo sottilissimo. L'ansia e la preoccupazione dei tifosi aumentano con il passare delle ore. Adesso serve un colpo di teatro, entro la mezzanotte di oggi, per salvare la Lega Pro.
Gaetano Lombardino
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