Teramo aspetta le decisioni del procuratore Figc col fiato sospeso

Campiitelli e Di Giuseppe attendono la convocazione. La città appesa a un filo è divisa tra ottimisti e pessimisti
TERAMO. Giustizia ordinaria e giustizia sportiva viaggiano su due binari paralleli.
Il presidente del Teramo, Luciano Campitelli e il direttore sportivo Marcello Di Giuseppe dovranno dimostrare, in entrambi gli ambiti, la loro estraneità alle accuse arrivate dalla Procura di Catanzaro sulla presunta combine della gara di Savona.
Dopo il "nulla di fatto" della scorsa settimana, sia Campitelli che Di Giuseppe saranno chiamati a parlare non solo in sede di giustizia ordinaria, ma anche in quella di giustizia sportiva. Ed è proprio il fronte della giustizia sportiva quello che adesso preme maggiormente alla città e dal quale dipende il futuro calcistico della società di via Oberdan.
Si attendono infatti le mosse del procuratore federale Stefano Palazzi, che ha richiesto gli atti su Savona-Teramo e presto, prima di procedere ai deferimenti, convocherà Campitelli e Di Giuseppe per le audizioni. Toccherà quindi all'avvocato Eduardo Chiacchio, uno dei massimi esperti in materia, entrare in scena e difendere la posizione del Teramo dal rischio di incappare in sanzioni pesanti e mandare in frantumi il sogno, raggiunto, della serie B. La procura federale ha la necessità di fare in fretta. L'obiettivo di Palazzi è quello di fare il processo sportivo entro poco tempo e concluderlo prima dell'inizio dei campionati di serie B, Lega Pro e serie D. Campitelli e Di Giuseppe, tramite i loro legali, si sono dichiarati «tranquilli» e certi di dimostrare la loro estraneità all'accusa della presunta combine del match di Savona del 2 maggio.
In città, tra i tifosi biancorossi, si segue con trepidazione l'evolversi della vicenda. Gli umori della gente variano quotidianamente.
C'è chi è ottimista e vede il Teramo regolarmente ai nastri di partenza della serie B, ma c'è anche chi è pessimista, chi rimarca i problemi che l'inchiesta sta creando al mercato biancorosso e chi teme che la giustizia sportiva possa punire il Diavolo privandolo della storica partecipazione al campionato cadetto.
Nel frattempo, in casa Ascoli, dirigenti, giocatori e tifosi restano alla finestra e con il fiato sospeso, in attesa di notizie – sperano per loro positive – e cullando in maniera impercettibile il sogno della B, sfumata sul campo. Per ora.
Gaetano Lombardino
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