Teramo, buona la ripresa ma non basta

2 Marzo 2020

I biancorossi si accontentano del pari sul campo della Paganese dopo un primo tempo in cui hanno sofferto molto

PAGANI. Ci sono volute nove gare per trovare una mezza misura; circa una mezz’ora per trovarla al Torre, contro una Paganese che aveva iniziato meglio. A due mesi e mezzo dall’ultimo pareggio (1-1 col Catania al Bonolis), il Teramo torna ad impattare e lo fa contro la squadra che più di tutte in casa ha trovato il segno “X”. Epilogo normale di una sfida in cui anche il campo ha detto che il pareggio è il risultato più giusto, con le due formazioni che si sono prese un punto ciascuna, oltre che dividersi l’andamento del match: primo tempo di marca azzurrostellata, biancorossi più pericolosi nella ripresa. La luce in fondo al tunnel non sembra però vicinissima.
L’avvio del Teramo è piuttosto compassato, anche per i meriti di una Paganese arrembante e dinamica. La voglia dei padroni di casa di riscattare il derby con l’Avellino con una buona prova favorisce un primo tempo a forti tinte azzurrostellate. La gara sarebbe cambiata già dopo un minuto, ma Tomei (da ieri il giocatore più stakanovista del girone C con 29 presenze su 29) decide di tenere il risultato in parità ipnotizzando Diop che calcia a botta sicura sul primo palo. È però il segnale che la Paganese ha approcciato meglio la partita, anche perché il Teramo ci mette un po’ per prendere le misure alla difesa a quattro disegnata da Erra, con Scarpa alle spalle delle due punte. Proprio la verve del capitano degli azzurrostellati mette in difficoltà la statica (almeno in questa fase) formazione abruzzese, che non riesce quasi mai a gestire possessi importanti e ad innescare gli attaccanti. Cappa e Bombagi sono troppo larghi nel tridente offensivo, Magnaghi isolato nella morsa dei centrali, con gli inserimenti di Ilari che sono come l’altalena. La sterilità offensiva del Teramo resta una costante per quasi tutto il primo tempo, in difesa invece i ragazzi di Cetteo Di Mascio riescono ben presto a sistemarsi e organizzarsi, rischiando poi col contagocce.
Il ritmo si abbassa intorno al 20’, la Paganese punge un’altra volta con Diop di testa e poi chiede il rosso per un fallo di Cancellotti su Scarpa al limite dell’area: l’arbitro estrae il giallo (correttamente) e resta pure la parità numerica. Solo nel finale il Teramo ha un sussulto con due colpi di testa su altrettanti calci piazzati, di Ilari (parato) e di Piacentini (che esce di un soffio).
L’ingresso in campo di Mungo al primo minuto della ripresa non cambia l’atteggiamento tattico degli abruzzesi, pur concedendo a Bombagi licenza di accentrarsi, ma ha il merito di scuotere l’animo dei biancorossi. L’ex Cosenza viene cercato con insistenza dai compagni, calcia in porta e serve a Santoro la possibilità di battere Baiocco, che respinge a fatica (4’). Gli uomini di Cetteo Di Mascio prendono in mano il pallino del gioco e costringono la Paganese ad abbassare il proprio baricentro, nonostante il tentativo di Erra di schierare un altro uomo offensivo. Il possesso del Teramo però è sterile, le conclusioni verso lo specchio vanno a diradarsi e così nel finale succede poco o nulla. La Paganese reclama un rigore per un mani di Piacentini (26’), poi nel recupero Schiavino lascia i suoi in dieci ma gli abruzzesi non riescono comunque a sbloccarla.
Danilo Sorrentino
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