Teramo cinico e quadrato Il Celano si morde le mani

Biancorossi subito in svantaggio, rimontano e contengono i marsicani mai domi La squadra di Pomante rischia fino alla fine ma tiene a distanza il secondo posto
CELANO. Teramo formato tascabile al Piccone di Celano. Contro la banda marsicana, galvanizzata dal filotto di successi con Montesilvano, Fossacesia e Vastese, la capolista dimostra di poter essere una leader umile e silenziosa. L’artiglieria di Marco Pomante non delude neppure al cospetto di una squadra spregiudicata, mai remissiva, che avrebbe meritato qualcosa di più. Biancorossi orfani di Pepe e Antonelli, con Dos Santos, grande atteso in terra marsicana, lasciato in panchina per gli impegni di Coppa. Celano con la formazione tipo, con De Almeida, Bruni e Pendenza a formare il tridente d’attacco.
Pronti, via e la partita del Teramo si mette in salita. Dopo appena un minuto, su un corner di Mastrone, la deviazione di testa vincente di Mastrippolito si insacca alle spalle di un incolpevole Negro. Tre minuti e il copione si inverte. Calcio d’angolo per gli ospiti, palla sui piedi di Cangemi che vede lo spazio per la conclusione di precisione e infila D’Amico sul palo di sinistra per l’immediato pari. Ancora un pericolo per i biancazzurri su un calcio da fermo: al 5’ è sempre Cangemi a deviare di testa sul primo palo una punizione dai 30 metri; provvidenziale il riflesso di D’Amico a chiudere l’angolino basso. Al 10’ Pendenza trova il corridoio per entrare in area, servizio corto per De Almeida, sopraggiunto per vie centrali, e conclusione di prima intenzione fuori misura sopra della traversa.
E allora sono i biancorossi a rompere gli equilibri. Santirocco al 17’ raccoglie spalle alla porta una rimessa con le mani, sistema la sfera, la sposta sul destro e si gira per la conclusione a incrociare sulla quale non può arrivare D’Amico. Terzo centro di giornata a raccontare un match divertente, dai ritmi altissimi. Alla mezz’ora si fa male Venditti: un problema alla spalla destra non gli consente di proseguire. Iodice è costretto al doppio cambio per equilibri anagrafici: fuori il terzino luchese e De Almeida, dentro Michele D’Amore e Mozetti. Al 38’, sull’ennesimo corner ospite, è lo specialista di giornata Cangemi a sfiorare di testa il palo alla sinistra di D’Amico. La reazione del Celano nel finale spaventa Negro. Al 44’ Lombardo misura il cross dai 50 metri per la testa di Pendenza che, nonostante la marcatura stretta di Furlan, trova la deviazione ma non lo specchio.
Nella ripresa è subito il Celano a prendere in mano le redini della gara. Al 6’, sull’asse D’Amore-Lombardo, la percussione mancina che trova libero in area Pendenza, che, sotto porta, calcia in maniera maldestra salvando di fatto Negro. Ultimo brivido di giornata è la punizione di Lombardo al 48’, poco fuori il vertice d’area: conclusione centrale, Negro smanaccia sotto e si rifugia in angolo. Finale amaro per la squadra di casa, che non raccoglie quanto seminato. Teramo cinico e lucido, che strappa tre punti fondamentali e che, nel prossimo turno, potrebbe anticipare a sabato la gara con la Santegidiese.
Alice Pagliaroli
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