Teramo dice addio alla coppa Italia, a Siena ko con onore

28 Novembre 2019

Il Diavolo strappa applausi, gioca in inferiorità per un tempo (espulso Martignago) e più volte sfiora il gol del pareggio

SIENA. Anche in un contesto diverso rispetto a quello del campionato, il Teramo conferma di essere in forma ed in crescita, dopo un avvio di stagione stentato. L’unico neo della serata senese è la sconfitta che costa l’uscita dalla coppa Italia, ma Bruno Tedino può essere soddisfatto per la risposta che ha ricevuto dalla sua squadra.
In dieci per quasi tutto il secondo tempo – e di fatto quasi sempre in svantaggio – il Teramo ha provato fino all’ultimo a trascinare la gara ai supplementari. Invece dopo aver fallito un paio di occasioni buone intorno alla mezz’ora della ripresa, gli abruzzesi hanno incassato il tris di Polidori che ha anticipato il triplice fischio. Ai quarti ci va il Siena, al Teramo resta l’onore delle armi. E le famose risposte ricevute da Tedino. Si diceva dello svantaggio: il problema forse è stato proprio questo. I biancorossi sono stati quasi per tutta la partita a rincorrere, eccezion fatta per quel minutino fra il 33’ e il 34’, quando Bombagi ha ripreso il match e Tommaso Arrigoni ha colorato la qualificazione di bianconero. Se la formazione di Tedino avesse tenuto di più il match in equilibrio, questo avrebbe potuto prendere anche una piega diversa. Resta solo il condizionale, un’impressione provata dal fatto che il Teramo le sue chance le ha avute. E per tutti i 90’. Pronti, via e Bombagi non trova lo specchio della porta per un soffio (10’), mentre il Siena non se lo fa dire due volte e al primo affondo passa, con la grande giocata di Guberti che apparecchia per la rete di Campagnacci: a fine gara saranno tre (su tre gol) gli assist dell’ex Bari e Samp.
Il Teramo non si scompone e prova a pareggiarla quasi subito con il tiro di Martignago respinto da Ferrari. L’1-1 lo trova poco dopo Bombagi, con una pregevole punizione che strappa gli applausi del Franchi. L’equilibrio, come detto, dura pochissimo perché Arrigoni raddoppia subito. Ancor più pazzo – se vogliamo – il secondo tempo, aperto dal rosso rimediato da Martignago (secondo giallo per simulazione in area di rigore). Il Siena ha la palla-match, con Oukhadda che arriva in ritardo sull’invito di Campagnacci e con Guberti che trova la risposta di Valentini. Succede tutto alla mezz’ora poi, col Teramo rivitalizzato dai cambi e che per tre volte sfiora il pari: prima con Ilari, poi con Cianci, infine con Soprano, ma Ferrari si oppone alla grande. E così Polidori chiude anzitempo la sfida, ai quarti ci va il Siena che se la vedrà con la Ternana.
Simone Matteucci