Teramo, entro 48 ore l’incontro decisivo

Domani o mercoledì il tavolo Iachini-Cantagalli sullo stadio
TERAMO. La partita è ancora aperta. Potrebbe non essere un lunedì da dentro o fuori per il futuro del Teramo. Nonostante il tempo stringa, non è infatti da escludere che ci si possa prendere qualche giorno in più per risolvere la delicata vicenda stadio, snodo cruciale della trattativa che dovrebbe portare l'imprenditore Franco Iachini al vertice del club.
Oggi, stando alle intenzioni espresse venerdì scorso, scade l'ultimatum che Iachini ha dato al gestore del Bonolis Sabatino Cantagalli per prendere una decisione sulla questione dell'impianto di Piano d'Accio. In ballo c'è l'offerta da un milione e 100mila euro per la gestione dello stadio e di altri 350mila euro per il rifacimento del manto e altre manutenzioni formulata da Iachini a Cantagalli. Un punto, quello della gestione del Bonolis, che l'ingegnere teramano considera essenziale per completare l'acquisto del Teramo dopo l'accordo già trovato con il presidente Luciano Campitelli sul passaggio del 100 per cento delle quote nelle sue mani. Tra poche ore si scoprirà se il week-end di riflessione, silenzio e lavoro sottotraccia è servito per favorire un clima più disteso tra le parti e se si potrà in qualche modo arrivare a un'intesa tra Iachini e Cantagalli. Di sicuro Iachini vorrebbe sedersi a un tavolo con il gestore dello stadio, che finora ha evitato il faccia a faccia con lui. E si sta lavorando per fissare l’incontro tra i due – che sarà decisivo in un senso o nell’altro – tra domani e mercoledì. Insomma, la delicatezza della vicenda potrebbe rendere necessario un po' di tempo in più per risolverla rispetto all’ultimatum con scadenza oggi. Ma – questo resta un nodo cruciale – non molto tempo in più.
Iachini ha fretta di chiudere per vari motivi. Il principale è che incombono i pagamenti e le scadenze per iscrivere il Teramo al prossimo campionato (il 24 giugno è il termine imposto dalla Lega Pro). Il destino del calcio teramano è ad un bivio e proprio per questo si sta lavorando in silenzio per non sbagliare né forzare altre mosse dopo i botta e risposta tramite comunicati stampa di giovedì e venerdì. Il sindaco Gianguido D'Alberto, dal canto suo, sta seguendo gli sviluppi della vicenda con attenzione e ha dichiarato di essere disposto a fare da mediatore tra Iachini e Cantagalli, «se c'è la volontà e la disponibilità di fare una trattativa seria», ma ha anche ricordato che il Comune è comunque un soggetto terzo della vicenda. Il presidente Luciano Campitelli, al di là di quanto detto venerdì («Auspico che Iachini trovi un accordo con Cantagalli altrimenti darò la società nelle mani del sindaco») è alla finestra e attende il via libera per espletare le pratiche burocratiche della cessione al 55enne imprenditore teramano.
Il fatto che la vendita del Teramo si sia trasformata col passare dei giorni in un rompicapo impedisce, per adesso, di guardare oltre e di pensare all'allestimento della squadra per il prossimo anno. I tifosi, in queste ore, stanno vivendo con il fiato sospeso le sorti del Diavolo. Sui social e in città in tanti fremono per sapere come andrà a finire, alternando ottimismo a pessimismo. Una situazione surreale, quella vissuta dal popolo biancorosso, proprio quando la svolta societaria sembrava essere vicina. Il tempo, però, potrebbe essere ancora sufficiente per scacciare il pericolo che sul futuro del Teramo si addensino nubi nere e minacciose. (d.v.-g.l.)
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