Teramo fermato in casa da Senigallia

Coach Salvemini perplesso sull’arbitraggio: «Qualcosa va rivisto»
TERAMO . Per spiegare la sconfitta interna per 57-61, la sesta stagionale della Rennova Teramo a Spicchi, al cospetto di Senigallia, diverse possono essere le chiavi di lettura. Una può essere che tirando con il 27 per cento da due (13/48) è difficile vincere le gare. Un’altra può derivare da una condotta arbitrale che ha finito per innervosire i giocatori (due falli tecnici e due antisportivi) ma va anche detto che, il primo tempo, è stato giocato sotto tono da capitan Cucco e compagni. I marchigiani, comunque, per i biancorossi rappresentano un avversario indigesto visto anche il brutto stop dell’andata. «Noi e Senigallia siamo due squadre simili», le parole a fine gara del coach della Teramo a Spicchi, Giorgio Salvemini. «Nei primi due quarti abbiamo preso le sberle, colpa nostra perché non siamo stati bravi ad adeguarci. Dobbiamo essere più bravi a giocare anche senza palla, a volte l’abbiamo fermata un po’ troppo. Poi abbiamo preso 72 tiri ma dobbiamo ragionare sulla qualità di alcuni di questi. Qualcosa», prosegue Salvemini, «la vorrei rivedere, non ne parlo mai degli arbitri ma credo che questa partita va rivista. Poi, come detto, per due quarti abbiamo giocato senza la giusta fisicità anche se nel finale i rimbalzi concessi sono stati sanguinosi».
Senigallia ha sofferto terribilmente - specie dopo l’intervallo lungo - la grande intensità difensiva della Teramo a SpicchI. Ed infatti, pian piano, i biancorossi sono rientrati portandosi prima sul -6 (39-45), poi ad un passo dall’avversario (42-45 con capitan Cucco e -1 con Guilavogui, 45-46). Nel frangente, ma anche per il resto del confronto, tra i più attivi va considerato Di Donato che ha arpionato la bellezza di 14 rimbalzi consegnando per buona parte secondi tiri ai compagni.
A dare entusiasmo ci ha pensato Bertocco (23 punti con 5/9 da tre) e 49-51 al 35’. Ma alcune disattenzioni, poi, ed un attacco per larga parte farraginoso non hanno permesso ai biancorossi la rimonta, pur arrivando ad un tiro di schioppo dai marchigiani.
I tre rimbalzi concessi a pochi secondi finali con altrettanti viaggi in lunetta per Senigallia hanno rappresentato l’emblema di una giornata non positiva per la squadra del presidente Nardi. (m.f.)

