Teramo, film già visto Va in vantaggio poi si squaglia e perde

A segno Ilari, poi Carraro e Sansovini mancano il raddoppio Un errore di Branduani cambia la partita e il Modena la ribalta
MODENA. Ilari illude il Teramo che dura soltanto un tempo, poi al Modena bastano tredici minuti per ribaltare il risultato e portarsi a casa, grazie ad una doppietta del nuovo acquisto Diop, un delicato scontro salvezza. È un film già visto: in questa stagione disgraziata il Diavolo ha perso cinque partite nelle quali era andato in gol per primo (due delle quali col Modena). Attenta e incisiva nella prima frazione, svagata e abulica nella ripresa: per la squadra di Zauli una metamorfosi difficile da prevedere dopo una prima frazione giocata quasi a senso unico, e invece al tecnico locale Capuano sono bastati due cambi per ridisegnare la squadra in modo speculare e vincere la partita. E se il pareggio è stato propiziato da un errore di Branduani, la rete decisiva è arrivata in seguito ad un altro errore difensivo, con l’attaccante del Modena che sovrasta Karkalis e raccoglie un cross da sinistra firmando il 2-1. Per il Teramo è la seconda sconfitta esterna consecutiva dopo quella di Bassano del Grappa (anche in quell’occasione subìta in rimonta), che arriva con una squadra in emergenza per le contemporanee assenze di Caidi, Capitanio, Croce, Magnanelli, Scipioni e Steffè.
Zauli presenta i suoi con il 4-3-2-1: Altobelli e Speranza compongono la coppia centrale, con Imparato a destra e Karkalis a sinistra. Ilari, Amadio e Baccolo compongono la linea mediana, Carraro e Di Paolantonio supportano Sansovini. Modena con il solito 3-5-1-1, ma a fare la partita è il Teramo con i padroni di casa che si limitano a difendersi. E già al 13’ un cross di Imparato trova Speranza a colpire in area di rigore, ma Manfredini respinge. La squadra di Zauli passa al secondo tentativo: è il 17’ quando un cross di Di Paolantonio trova un colpo di testa di Ilari che si muove eludendo la trappola del fuorigioco e mette a segno la rete dello 0-1. Il Modena non riesce a reagire, e si vede soltanto al 24’ quando Diop anticipa Altobelli su un cross da destra di Calapai ma la sua girata si conclude a lato. Due minuti dopo Altobelli si riscatta evitando, con un colpo di testa, che un altro cross dalla sinistra raggiunga lo stesso Diop. Dopo un tiro dalla distanza a lato di Remedi alla mezz’ora, il Teramo chiude la prima frazione in crescendo. Al 36’ il Modena perde palla e Di Paolantonio crossa un pallone da destra che Carraro non riesce ad indirizzare nello specchio della porta, mentre tre minuti più tardi un’altra ingenuità difensiva locale consente a Sansovini di provare a beffare Manfredini con un pallonetto, ma Aldobrandi evita il raddoppio proprio sulla linea di porta.
Al rientro in campo, Capuano effettua due cambi e ridisegna tatticamente il Modena, che comincia a premere sull’acceleratore mettendo in difficoltà il Teramo lungo le corsie laterali. E’ però un errore di Branduani a spianare la strada ai locali: al 7’, il portiere non si intende con Speranza e si lascia sfuggire un innocuo cross da destra di Nolè, con Diop che anticipa Altobelli e segna l’1-1. Il Teramo prova a reagire con l’ennesimo inserimento di Ilari, che di testa devia una punizione di Di Paolantonio ma non trova la porta (9’). Decisamente più cinico il Modena, che al 13’ ribalta la gara: cross di Basso da sinistra, elevazione di Diop che sovrasta Karkalis e di testa firma il 2-1. Zauli rompe gli indugi e ricorre ad un doppio cambio: fuori Carraro e Baccolo, dentro gli attaccanti Petrella e Fratangelo (quest’ultimo costretto ad uscire per infortunio dopo appena venti minuti), con il primo dei nuovi entrati che al 34’ ci prova con una percussione centrale conclusa con un tiro parato in due tempi da Manfredini. Il Teramo ci prova ma in modo disordinato, e al 41’ un cross di Imparato da destra trova Sansovini che manda il pallone sull’esterno della rete. La gara si chiude con le proteste di Ilari che invoca un rigore, e con il mestiere del Modena che spezzetta il gioco portandosi a casa tre punti d’oro.
Federico Losi

