Teramo, il futuro è un rebus: c’è un patrimonio da salvare

21 Giugno 2021

Si apre la settimana della verità: a rischio 15 calciatori e il settore giovanile

TERAMO. Sette giorni per scacciare le nuvole nere che si sono addensate sul Teramo. Inizia oggi la settimana della verità per il Diavolo, dopo il clamoroso comunicato del presidente Franco Iachini che ha espresso la possibilità di non iscrivere la squadra al prossimo campionato. Entro lunedì, 28 giugno, va depositata la documentazione per l'ammissione alla serie C 2021-2022. La data da cerchiare in rosso, però, è già quella di venerdì perché entro quel giorno si saprà se si è provveduto al pagamento degli stipendi (dei mesi di marzo, aprile e maggio) e se è stata rilasciata la fideiussione da 350mila euro da allegare all'iscrizione. Tutti con il fiato sospeso, dunque, in attesa di capire se le parole di Iachini avranno effettivamente un seguito, e se c'è ancora margine per nuovi ingressi in società o (come accadde un anno fa) per un dietrofront del presidente.
Il patrimonio tecnico In caso di mancata partecipazione alla serie C, andrebbe in fumo l’intero patrimonio tecnico del club. Sono 15 i giocatori sotto contratto e con alcuni di essi ci sarebbe la possibilità di fare ottime plusvalenze. I giovani Matteo Piacentini, Salim Diakite e Simone Santoro sono appetiti da diverse società di categoria superiore. Senza dimenticare il 15enne centrocampista della Primavera 3, Jacopo Surricchio, finito sotto la lente di ingrandimento di squadre importanti. Con il Sassuolo c'è da discutere del destino dell'attaccante Pietro Cianci, sul quale il club emiliano ha un diritto di recompra fissato a 500mila euro, da esercitare il primo di luglio. Ma questi non sono gli unici elementi interessanti legati al Teramo: l'attaccante romeno Daniel Birligea, il mediano Federico Viero, i difensori Daniele Trasciani e Niccolò Bellucci e l'esterno Riccardo Cappa potrebbero essere pedine utili per monetizzare. La perdita del professionismo danneggerebbe poi l'intero settore giovanile, che nei giorni scorsi ha raggiunto il prestigioso traguardo della promozione nel rinnovato campionato Primavera 3, con la formazione allenata da Marco Stella. Alla luce di tutte queste considerazioni, esclusivamente di carattere tecnico, sono in pochi a credere che Iachini non iscriva il Teramo in Lega Pro. Che senso avrebbe avuto sostenere degli investimenti ingenti (in particolare due anni fa) senza raccoglierne dei frutti, in termini economici, e perdendo il club a zero? Dare continuità al Teramo tra i professionisti, inoltre, potrebbe non solo garantire introiti da plusvalenze, nel medio-lungo termine, ma anche un appeal diverso agli occhi di eventuali nuovi investitori, legato anche alle potenzialità dello stadio Bonolis, intorno a cui ruota la delicata vicenda del Pef (Piano economico finanziario).
L'ambiente Al di là della questione iscrizione, non sarà facile ricucire il rapporto con la piazza, anche qualora l'avventura di Iachini dovesse continuare. In città e sui social, dopo il comunicato di venerdì scorso, si è allargato il fronte di chi punta il dito contro il presidente e di quanti lo invitano a farsi da parte, anche a costo di ripartire dai dilettanti. Le frequenti esternazioni di Iachini e il modo di esporle hanno minato la fiducia dei tifosi, forse in modo irrecuperabile. Due giorni fa c'è stata la dura presa di posizione del direttivo del Club Biancorosso Teramo che in una nota, a proposito dei contenuti del comunicato di Iachini, ha parlato di «ennesimo schiaffo gratuito» e di «mancanza di rispetto» nei confronti della tifoseria. Il clima, in queste ore, è carico di tensione, in attesa del dentro o fuori definitivo. I sette giorni che decidono il futuro del Diavolo sono iniziati e si preannunciano piuttosto caldi.
Gaetano Lombardino
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