Teramo, mal di trasferta Arrigoni: cambiamo passo

6 Dicembre 2019

Due pareggi, cinque sconfitte e una sola vittoria per il Diavolo lontano dal Bonolis Il capitano biancorosso: «Rendimento al di sotto delle attese, ma è ancora lunga»  

TERAMO. La penultima giornata del girone d'andata riserva al Teramo l'ultima gara in trasferta del 2019. Domenica, sul campo della Vibonese (ore 15), il Diavolo è chiamato a invertire il trend negativo (due punti in quattro partite) che da inizio novembre sta frenando le ambizioni d'alta classifica della squadra di Tedino. I numeri fatti registrare finora fuori casa sono poco incoraggianti: una vittoria (0-2 a Francavilla Fontana lo scorso 23 ottobre), due pareggi e cinque sconfitte per un totale di cinque punti raccolti in otto partite, 12 gol subiti e appena 6 realizzati.
La Vibonese dello zemaniano Giacomo Modica è, in questa fase, un avversario tutt'altro che agevole, soprattutto tra le mura amiche dello stadio Razza. La formazione calabrese, che mercoledì recupererà la gara interna col Catanzaro, ha un trend casalingo di cinque vittorie, un pareggio e una sconfitta (0-1 contro l'Avellino alla seconda giornata), con 20 reti fatte e 5 incassate. Senza dimenticare che la truppa di Modica ha il secondo attacco del girone (36 gol) e ha già visto andare a segno dodici elementi della rosa. «Nelle ultime tre trasferte abbiamo raccolto una vittoria, una sconfitta e un pareggio», sottolinea il capitano Andrea Arrigoni, «perciò non mi sembra un bilancio da buttare, anche se indubbiamente il nostro rendimento al Bonolis è stato finora migliore di quello esterno. Domenica, a Vibo Valentia, ci andremo a giocare una partita importante perché dobbiamo cambiare marcia dopo il magro bottino di punti delle ultime quattro giornate. Bisogna riprendere il nostro cammino. Abbiamo avuto un avvio di campionato negativo, complice un organico completamente nuovo, poi le quattro vittorie di fila fatte tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre ci hanno rimesso in carreggiata. La posizione di classifica attuale, alla luce della frenata delle ultime settimane, rispecchia il nostro andamento altalenante. Siamo leggermente al di sotto delle attese però il giudizio sul nostro cammino è condizionato dai punti persi all'inizio. Il calendario dell'ultimo mese, tra l'altro, è stato davvero difficile. I conti è giusto farli alla fine del percorso».
A proposito del numero di gol presi (22) l'ex centrocampista del Lecce commenta: «Quando si va subito sotto, come è avvenuto contro la Reggina, la gara prende una piega che squadre del genere sognano per tutta la settimana. La capolista ha saputo sfruttare i nostri errori. Bisogna avere la capacità di tenere botta ed essere meno fragili in fase difensiva, partendo in primis dagli attaccanti e poi coinvolgendo gli altri reparti. Io, per le caratteristiche che ho, sono più portato alla fase di interdizione e cerco di dare il meglio in questo compito. Dobbiamo trovare la soluzione giusta per dare protezione alla difesa e bisogna farlo lavorando di squadra e acquisendo maggiore compattezza in ogni zona del campo. Serve, per esempio, una marcatura più forte quando gli avversari sono nella nostra area».
Gaetano Lombardino
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