Teramo, oggi il giorno verità I tifosi ora incrociano le dita

30 Maggio 2022

C’è l’udienza per lo sblocco dei beni del gruppo Ciaccia controllati dal tribunale Bracalenti del Club Biancorosso: «C’è preoccupazione». Recinelli: serve una svolta 

TERAMO . Ansia e preoccupazione per lo stallo delle settimane precedenti. Ma anche fiducia e un cauto ottimismo sulle possibilità che alla fine tutto si risolva per il meglio. I tifosi biancorossi vivono con il fiato sospeso i giorni decisivi per il futuro del Teramo. Siamo ormai ad un bivio. L'ultimo lunedì di maggio potrebbe finalmente portare qualche novità importante sul fronte societario. Oggi, infatti, è in programma l'udienza sulle misure preventive che mesi fa hanno causato il sequestro dei beni del gruppo Ciaccia. La speranza dei Ciaccia è che dall'esame del ricorso odierno inoltrato al tribunale di Roma possa scaturire uno sblocco, magari anche parziale, della loro situazione patrimoniale, in modo da tornare in pista per la gestione del Teramo e delle quote di maggioranza. Se dalla Capitale non dovessero arrivare notizie positive si dovrà necessariamente virare su un piano B. In questo caso non è da escludere che un'alternativa possa già essere al vaglio del tribunale di Roma. A tal proposito, se la situazione dei Ciaccia non dovesse sbloccarsi, potrebbe irrompere sulla scena un imprenditore di fuori regione (rimasto finora avvolto nel mistero) o ricomparire il siciliano Giuseppe Spinelli, che però si è trincerato nel silenzio stampa. Riuscire a risolvere le questioni societarie in questa settimana, inoltre, è fondamentale anche in vista degli altri adempimenti da rispettare per l'iscrizione al campionato, da presentare entro il 22 giugno.
I tifosi. Qual è il clima che si respira in città in queste ore? Tra i tifosi l'attesa è diventata snervante ed è inevitabile che il lungo silenzio e la mancanza di comunicazioni abbiano messo in allarme i sostenitori teramani. Il presidente del Club Biancorosso Teramo, Giuseppe Bracalenti, dichiara: «La situazione è nebulosa e di difficile interpretazione. Non abbiamo elementi per potere essere nè pessimisti nè ottimisti. Siamo preoccupati, ma la speranza è che già oggi possano esserci notizie positive dal tribunale di Roma. L'eventuale sblocco dei beni del gruppo Ciaccia servirebbe a schiarire un po' gli orizzonti, altrimenti si dovrà andare subito su un piano B. Dobbiamo restare calmi. Non è da escludere che il silenzio nasconda un lavoro sottotraccia», aggiunge Bracalenti, «e l'unica cosa che credo è che non ci sia immobilismo, come si evince dai primi documenti preparati in vista dell'iscrizione al campionato. Mi auguro che chi sta lavorando si renda conto che il Teramo è una cosa importante per la città. Il silenzio, in un certo senso, me l'aspettavo, perché stiamo vivendo una situazione anomala. C'è di mezzo un tribunale e ci sono dei beni sotto sequestro. Ho conosciuto i Ciaccia e li considero, allo stato attuale, persone giuste per gestire il Teramo». Francesco Recinelli, presidente del Club Teramo 1913 Spartaco Piotto, è un po' più cauto nel dare un giudizio: «C'è preoccupazione, ma allo stesso tempo è anche difficile esprimere un parere su ciò che sta accadendo. Non mi espongo, preferisco stare in una posizione d'attesa nel rispetto di chi è coinvolto nella vicenda e di chi sta lavorando per sbrogliare questa delicata matassa. Dispiace, però, vedere una situazione del genere. Possiamo solo augurarci che tutto si sistemi a breve e si possa tornare a parlare solo di cose di campo».
Gaetano Lombardino