Teramo, ora anche la serie D è un rebus

Ma Spinelli rassicura: sono ancora interessato alla società. Il sindaco D’Alberto: faremo di tutto per salvare il calcio in città
TERAMO. Dopo dieci anni, il Teramo non parteciperà a un campionato professionistico. La sentenza del Tar del Lazio è arrivata come una doccia fredda sulle già flebili speranze del club di salvare la serie C.
Dopo la camera di consiglio di martedì, ieri è finalmente arrivato il verdetto: il tribunale ha escluso definitivamente la società biancorossa dal prossimo campionato di serie C, confermando le bocciature di Figc e Coni nei precedenti gradi di giudizio. Non è stata accolta neppure «la pretesa», si legge nell’ordinanza del Tar, «avanzata in via subordinata, di ammissione della ricorrente al campionato di serie D, per carenza di attualità dell'interesse della parte sul punto, non essendo neppure stata avviata la relativa procedura» è stato ritenuto non sussistente anche «l'interesse a censurare, in questa sede, il meccanismo dello svincolo dei calciatori, non essendo ancora stato adottato dai competenti organi sportivi il relativo provvedimento».
Il futuro è un rebus. Una doppia bocciatura che ora pone seri punti interrogativi sul futuro del Teramo anche in serie D. Dal gruppo Ciaccia, per ora, bocche cucite e poca voglia di parlare. Dall’altra parte, però, c’è ancora la figura di Giuseppe Spinelli, che pochi giorni fa era uscito allo scoperto dichiarando la propria volontà di acquistare la società. «Stiamo valutando la situazione» spiega l’imprenditore siciliano contattato dal Centro, «per capire cosa è meglio fare, ma non mi tiro indietro e sono ancora interessato ad acquistare la società. Accetterei anche la serie D, ma soltanto ripartendo completamente da zero». La palla, però, ora è nelle mani del sindaco che diventa ufficialmente il protagonista dell’operazione “salvataggio” del Teramo, puntando all’iscrizione della squadra in sovrannumero almeno in D. «Vogliamo garantire la prosecuzione nel modo più dignitoso del calcio teramano», spiega il sindaco, «il mio primo pensiero va ai tifosi a cui voglio dire che stiamo facendo di tutto per trovare una soluzione». Spetta al sindaco, infatti, dare il via al bando, supervisionato dal Comune in accordo con la Figc, e scegliere il progetto migliore per continuare a fare calcio in città. «Stiamo dialogando con la Figc», spiega D’Alberto, «perché qualunque soluzione deve passare prima per un’interlocuzione con loro. Domani (oggi per chi legge) in conferenza stampa ne saprete di più. Se ritengo ancora Spinelli un interlocutore credibile? Non chiudo le porte a nessuno, ma dipende sempre dal progetto che presenterà».
Le motivazioni. Ieri il Tar ha escluso definitivamente Teramo e Campobasso dalla serie C, spianando la strada ai ripescaggi di Fermana e Torres. I legali biancorossi, durante l’udienza di martedì, hanno provato a dimostrare che il blocco delle quote societarie ha impedito l’assolvimento degli obblighi burocratici per completare l’iscrizione in C. Ma secondo i giudici «gli elementi fattuali addotti non consentono di configurare la sussistenza di una causa di forza maggiore rilevante ai fini che qui interessano, trattandosi di vicende che da un lato sono attinenti al socio di maggioranza della società e come tali non estranee alla medesima, dall'altro non comportavano l'impossibilità assoluta di un tempestivo assolvimento delle relative prescrizioni del manuale delle licenze».
Dopo il fallimento del 2008 e la revoca dalla serie B, conquistata sul campo nel 2015, per il Teramo arriva un’altra doccia gelata.

