Teramo, pari che avvicina la salvezza

Il punto sul campo del Renate permette di restare a distanza dalla zona play out e di tenere alla portata il decimo posto
MEDA. Stavolta non vince, ma poco importa. Calare il poker in trasferta sarebbe stato complicato, anche perché il Renate in casa è un osso duro. Ma questo pareggio, pur arrivato dopo una gara non entusiasmante, sa di mezza vittoria per il Teramo. Gli abruzzesi escono indenni dal campo di Meda, non perdono neppure questo scontro diretto e si tengono a distanza di sicurezza dalla zona playout. Soprattutto, visti i risultati di giornata, gli uomini di Maurizi hanno tenuto alle spalle ancora una volta diverse squadre della zona bassa, in modo tale da poter essere in una posizione comunque di vantaggio nella volata salvezza e anche, hai visto mai, per agganciare il decimo posto, che vale l’accesso ai playoff ed è sempre lì, a portata di mano.
Gara tutt’altro che spettacolare al Città di Meda. Con un pizzico di fortuna il Teramo avrebbe potuto anche vincerla, ma il pari è giusto. È stata una gara dai due volti: troppo tattica e molto noiosa nel primo tempo, più avvincente nella ripresa, anche perché fare peggio del primo tempo appariva impossibile. Maurizi conferma l’assetto da trasferta delle ultime uscite, visto che gli è andata sempre bene con i tre successi di fila lontano dal Bonolis contro Ravenna, Albinoleffe e Giana Erminio. Il modulo è il 3-5-1-1: c’è De Grazia alle spalle di Sparacello, con Infantino non ancora al meglio per cui parte dalla panchina. Al numero 10 biancorosso tocca il compito di inventare e di creare fiammate che però, soprattutto nel primo tempo, non arrivano. Il Renate, che ha il terzo peggior attacco del campionato e deve tenere ancora in panchina il suo cannoniere Gomez, in fase offensiva fa poco o nulla, anzi deve difendersi nei confronti di un Teramo che si apre parecchio sulle fasce e prova a prendere l’ampiezza. I biancorossi impiegano un po’ di tempo per capire che sulle corsie esterne i nerazzurri soffrono, ma quando prendono le misure appaiono imprendibili. Tuttavia, il predominio abruzzese è sterile, tanto che il Teramo si rende pericoloso solo nel finale di primo tempo con il quasi autogol di Spagnoli sulla punizione di Ventola.
Ritmi più elevati nella seconda frazione, da montagne russe. Dopo un periodo favorevole al Renate esce fuori il Teramo, salvo poi chiudere in crescendo i ragazzi di Aimo Diana. Al 6’ gran lavoro di Pattarello che serve Venitucci, anticipato da Celli al momento di colpire di testa. Poi il momento migliore del Teramo che, a ridosso del 20’, in ben due occasioni si divora il vantaggio. Sgroppata di De Grazia sulla sinistra, assist per Sparacello che ci arriva in ritardo ed appoggia a Proietti: destro in corsa altissimo, da buona posizione. Poco dopo, occasione dal nulla capitata a Caidi il quale, nel tentare un cross, per poco non sorprende Cincilla che, con un ottimo colpo di reni, smanaccia. Il quarto d’ora finale è inaugurato dal destro di Venitucci dalla distanza, deviato in angolo da Pacini. Sul corner la prende Pavan ma non dà forza e favorisce la presa del portiere. È il preludio ad un finale in cui il Renate ha qualcosa in più e prova anche a buttar dentro il convalescente bomber Gomez, ma i cambi conservativi di Maurizi permettono al Teramo di passare indenne anche questa trasferta e avvicinarsi alla salvezza.
Pietro Mastrolilli

