Teramo, pari e sbadigli A Mantova vince la noia nello spareggio salvezza

Primo tempo camomilla, ripresa più vivace ma senza squilli Gli attaccanti non incidono, il Diavolo è sempre penultimo
MANTOVA. Al Martelli vince la paura. E vincono tutte le altre concorrenti per la salvezza, fuorchè Mantova e Teramo. Dopo un primo tempo di grande noia, nella ripresa le due squadre si sono studiate, osservate, punzecchiate ma non si sono fatte male, per non compromettere i piani della salvezza.
Si è cercato l'affondo, ma sempre pensando a non prenderle ed alla fine ne è uscito uno 0-0 che non accontenta Mantova e Teramo. Per i biancorossi di Ugolotti il pareggio in terra virgiliana è un brodino.
Dopo la scorpacciata di gol col Gubbio di domenica scorsa, gli uomini di Guido Ugolotti sono rimasti a secco ma almeno hanno guadagnato un punto sull'Ancona, sconfitta in casa dal Sudtirol: ora è a +4. Si allontana così lo spettro dell'ultimo posto (che vorrebbe dire serie D diretta), ma lo spauracchio della retrocessione non è allontanato definitivamente dai biancorossi perché la zona play out è vero che si è accorciata ma il Teramo è sempre penultimo.
Neppure col Mantova è riuscito a mettere la testa fuori, dopo una prestazione sufficiente, senza osare granchè. Il primo tempo, era preventivabile, è stato davvero noioso. Meglio i padroni di casa, che hanno preso in mano il gioco ma si sono impelagati al limite dell'area di rigore del Teramo, con l'ultimo passaggio sempre mancante per Marchi e soci.
Gli abruzzesi, invece, presentatisi allo stadio Martelli di Pescara con un abbottonato 4-4-1-1, con Carraro a far legna per l’ex Pescara Marco Sansovini, hanno avuto un atteggiamento rinunciatario, non hanno osato e si sono presentati soltanto due volte dalle parti di Tonti.
Entrambe le volte con Spighi, uno dei più pimpanti in casa biancorossa.
Al 27' l'ex centrocampista della Spal, raccogliendo una corta respinta di Angelo Siniscalchi, ci ha provato in diagonale senza trovare lo specchio della porta.
Nel finale di tempo, invece, lo stesso numero 4, dopo uno scambio con Sansovini, ha tentato di sorprendere il portiere Tonti (ex Teramo) con un pallonetto fuori misura.
Più vivace la ripresa, anche perché era davvero difficile fare peggio del primo tempo.
Stavolta, però, a partire bene è il Teramo, pericoloso al 7' con Ilari (conclusione dal limite fuori di poco), ma è il Mantova a sfiorare il gol del vantaggio.
In particolare all'11', con una doppia occasione su cui gli abruzzesi sono fortunati.
Sulla punizione di Cittadino dai venti metri, l’esperto Narciso risponde da campione, poi sul corner seguente Marchi per un soffio non inquadra lo specchio.
Il portiere del Teramo è ancora decisivo al quarto d'ora, quando respinge la sventola di Di Santantonio dopo una sponda di Marchi.
L'ex Foggia, invece, rischia di fare la frittata al 22', quando esce malissimo dalla propria area di rigore per anticipare il neoentrato Renny Smith: Caidi compie un grandissimo intervento in scivolata e salva sulla linea.
Anche il Teramo ha la sua grande occasione, alla mezz'ora.
Bella intuizione del neoentrato Masocco (debuttante fra i professionisti) per Sansovini che, elusa la trappola del fuorigioco, sbatte su Tonti che salva il Mantova in uscita.
L'ultimo squillo è un destro a giro di Di Paolantonio che, dopo aver scambiato con Sansovini, cerca il gran gol ma trova soltanto il fondo. Il finale di gara, invece, non regala sorprese, con le squadre che appaiono timorose e si accontentano del pareggio.
Che non serve a nessuna delle due, ma è sempre meglio non perdere. Il campionato però sta per finire e la svolta per il Teramo tarda ad arrivare.
Danilo Zini

