Teramo, personalità e attenzione: a Parma una prova da applausi

12 Dicembre 2016

Il vantaggio firmato da Ilari (che sfiora la doppietta nel finale) annullato in pochi minuti da un rigore per mani di Capitanio

PARMA. Buona la (seconda) prima per Lamberto Zauli, subentrato in settimana a Federico Nofri Onofri. L’ex fantasista del Vicenza si è ripreso quello che doveva essere il suo Teramo e i risultati auspicati dal patron Campitelli e dal ds Bolla si sono visti. Un buon punto per gli abruzzesi sul sempre difficile campo del Parma, anch’esso fresco di cambio di allenatore. Pareggio importante per il Teramo che resta fuori dalla zona playout e guarda al futuro con maggiore fiducia. I frutti dell’arrivo del nuovo tecnico si sono visti subito su sponda biancorossa. Speranza e compagni hanno disputato una gara di grande determinazione, attenzione e personalità contro un Parma fatto di tantissimi nomi, di tanti giocatori di lusso per la categoria ma che non riescono ad esprimere il proprio potenziale. Il Teramo era anche riuscito a passare in vantaggio dopo un quarto d’ora con la terza rete stagionale di Carlo Ilari, poi si è fatto riprendere alla mezz’ora dal rigore siglato da Evacuo, concesso per un’ingenuità del difensore Capitanio. Nel secondo tempo, invece, l’undici di Zauli è stato bravo a spegnere le velleità dei ducali, ad addormentare il match, portando a casa un punto prezioso.

Zauli per il suo ritorno sulla panchina del Teramo opta per il 4-3-1-2 con scelte forti ed esclusioni eccellenti: in panca finiscono tre titolari (Sansovini, Petrella e Caidi), al loro posto il baby Fratangelo e Croce compongono un’inedita coppia d’attacco mentre Capitanio affianca Speranza in difesa. L’interno sinistro al posto di Bulevardi è Petermann. Il rombo a centrocampo manda in tilt la formazione di D’Aversa. La posizione determinante è quella di Ilari che agisce da mezzala destra anche se è molto alto, quasi da ala. Altro giocatore decisivo è Di Paolantonio. Il numero 7 parte ufficialmente da trequartista ma in realtà gioca a tutto campo: difende, attacca, va a pressare il primo portatore di palla del Parma e soprattutto non consente a Miglietta – al rientro dall’inizio – di giocare da play come vorrebbe.

Il Teramo parte bene e ha la fortuna, al quarto d’ora, di capitalizzare al massimo la prima opportunità che i ducali concedono. Il Parma si è affacciato una volta dalle parti di Rossi, con una punizione di poco alta di Corapi. Il Teramo, invece, passa in maniera quasi rocambolesca alla prima chance. Il cross dalla sinistra di D’Orazio attraversa l’area parmense, vanno a vuoto Fratangelo e Croce e anche Ilari che, dopo aver ciccato la prima conclusione, non sbaglia la seconda ed impallina Zommers. Il Parma non riesce a reagire, ma l’unico punto debole del Teramo appare l’accoppiata Petermann-Corapi per la differenza di passo tra i due. Carraro – su schema da punizione – apre troppo il piattone. Al Teramo quasi riesce la gestione del vantaggio ma quando al 31’ Corapi va via ancora a Petermann e crossa dal fondo l’ingenuità di Capitanio è decisiva. Il classe ’93 intercetta con una mano il colpo di testa di Scavone indirizzato in porta e per Schirru è rigore. Dal dischetto Evacuo si sblocca, spiazzando Rossi. Poi la squadra di D’Aversa prende il pallino del gioco senza però mai creare grattacapi all’attenta difesa biancorossa. Non può infatti essere considerato tale il destro alto di Baraye al 39’.

Zauli riesce a serrare i ranghi nella ripresa. Il colpo di testa alto di Canini sugli sviluppi di una punizione dopo 2’ illude i tifosi ducali, un contropiede di Fratangelo che non serve il liberissimo di Paolantonio e si fa ribattere il tiro al 14’ li preoccupa. Il Parma non gioca, anche grazie all’ottima interpretazione della partita del Teramo che tiene palla e abbassa i ritmi. Così il match scorre via senza sussulti, accendendosi soltanto nella parte finale. Zommers salva il Parma sul potente diagonale di Ilari in ripartenza (41’), mentre nell’ultimo minuto di gara il colpo di testa di Guazzo su cross di Nunzella sfila via di un soffio. Sarebbe stata una beffa troppo grande per il Teramo.

Luca Morini