Teramo, sentenza Coni la prossima settimana

13 Luglio 2022

Il tribunale di Roma non si pronuncia ancora sul dissequestro dei beni dei Ciaccia e, dopo l’esclusione dalla serie C, in città si analizzano i vari scenari per ripartire

TERAMO. Entro la prossima settimana il Collegio di Garanzia del Coni si pronuncerà sui ricorsi inviati dal Teramo e dal Campobasso contro l’estromissione dal campionato di serio C decisa dalla Figc. Almeno nel caso del Teramo le condizioni dal momento in cui la Covisoc ha dato parere negativo all’iscrizione ad oggi non sono cambiate. E quindi le speranze (poche) del club biancorosso sono riposte in una eventuale diversa interpretazione delle norme federali da parte dei giudici dell’ultimo organo della giustizia sportiva. Non è cambiato nulla perché il Teramo è ancora ingessato. La proprietà ha le mani legate dal sequestro dei beni disposto da mesi dal tribunale di Roma. Anche ieri è passato senza notizie dalla Capitale. Le novità sono legate al pronunciamento del giudice sulla nuova istanza di dissequestro dei beni della famiglia Ciaccia che permetterebbe alla stessa di riprendere in mano le redini del Teramo. Potrebbe essere già troppo tardi. Sta di fatto che questa sentenza è attesa per oggi. Un’attesa che si protrae da giorni e che di fatto ha bloccato ogni manovra da alcuni mesi a questa parte. Parallelamente all’attività del Teramo c’è quella del Comune che, in caso di nuova bocciatura, potrebbe decidere di entrare in scena grazie alle norme federali che consentono alle città che perdono il calcio professionistico di ripartire dalla serie D mediante un nuovo progetto e il pagamento di circa 300 mila euro a fondo perduto alla Figc. Il Comune affiderebbe questo progetto alla Figc dopo una selezione mediante un bando. In caso di più proposte sarà il sindaco a scegliere il progetto tecnico più affidabile e consentirgli di aderire alla possibilità concessa dalla federazione. Potrebbe essere la stessa famiglia Ciaccia a partecipare al bando nel caso in cui anche il Coni bocciasse il ricorso. Discorso più complicato, invece, qualora dopo il Coni la proprietà del Teramo scegliesse di fare ricorso al Tar. In questo caso i tempi si dilaterebbero e davvero la città rischierebbe di restare senza pallone a certi livelli. Chiunque ripartirà con i colori biancorossi avrà un altro problema, quello dello stadio, dal momento che la tifoseria organizzata ha chiesto di non far giocare il Teramo al Bonolis per tagliare l’ultimo legame con l’ex presidente Franco Iachini che, per l’appunto, è il gestore del Bonolis. Infatti, i rapporti tra l’imprenditore e la tifoseria non sono dei migliori. Si vedrà.(r.c.)
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