Teramo sfiora il colpo con Fabriano, ma alla fine cede

Terzo stop consecutivo dei biancorossi: fatali gli ultimi minuti contro una delle squadre più forti della categoria
TERAMO. Sono diverse le chiavi di lettura per descrivere la terza sconfitta consecutiva della Rennova Teramo a Spicchi. Ai biancorossi, a prescindere, va fatto un applauso grande per aver messo alle strette e condotto per oltre 36 minuti, contro un avversario costruito per vincere e tra i più forti dell’intera serie cadetta. E poco importa se arrivava, così come Rossi & compagni, da due stop di fila. La compagine guidata da coach Giorgio Salvemini ha pagato a caro prezzo alcune ingenuità soprattutto negli ultimissimi minuti del confronto che hanno ridato linfa ad una squadra che, di contro, sembrava spalle al muro. Ma non solo. Perché il Teramo, senza il sostituto di Gatti andato via da diverse settimane e con Francesco Faragalli, out per infortunio da almeno tre incontri ed in panchina solo per onor di firma, nel breve volgere di qualche minuto, ha perso, nel momento clou del confronto, Serroni e Guilavogui per falli ed Esposito che ha riportato un infortunio alla caviglia in avvio di ultimo quarto quando il punteggio sorrideva alla formazione di casa, 55-45. I biancorossi hanno avuto un ottimo approccio al match (12-4, 24-17) e, nel momento in cui, per la prima volta, Fabriano ha messo il naso avanti, con Garri (24-25), ha trovato in Di Bonaventura l’hombre del partido arrivando a toccare il massimo vantaggio, 43-29 al riposo, 45-29 in avvio di gara dopo l’intervallo lungo. Fabriano ha tirato fuori le unghie, la gara si è innervosita ma a quattro giri di lancette la Rennova Teramo a Spicchi sembrava ancora in controllo, 65-56 nonostante la fluidità offensiva, gioco forza, non era quella del primo tempo. In meno di dieci secondi quattro punti consecutivi dei cartai hanno ridato linfa agli ospiti portati per mano anche da un eccellente Radonjic (4 triple consecutive), 65-61. Il pari firmato da Paolin (66-66) a poco più di centoventi secondi dalla fine ha segnato la conclusione dei sogni per i biancorossi che, infatti, non sono riusciti più a trovare la via del canestro. Lasciando strada aperta ai marchigiani che ne hanno approfittato non credendo più ai loro occhi. «La sfortuna fa parte della vita, non possiamo allenarla», le parole a fine gara del coach teramano, Giorgio Salvemini, «non possiamo perdere palloni sul pressing, le partite vanno interpretate sempre alla stessa maniera. Non abbiamo attaccato i cambi nella maniera corretta, per 36 minuti bene poi abbiamo cercato di interpretare cose diverse. È vero, ad un certo punto abbiamo avuto rotazioni ridotte contro una squadra che, di contro, ha un roster profondo. C’è grande frustrazione in noi per questa sconfitta dopo aver giocato per oltre 36 minuti un basket di grande livello».
Matteo Falzon

