Teramo, un altro incontro sospetto

4 Luglio 2015

Prima della partita si vedono Di Giuseppe (e forse Campitelli) con Barghigiani. Poi, quello di Albissola nel dopo gara

di Rocco Coletti

Le intercettazioni pubblicate ieri dalla . Gazzetta dello Sport non spostano la posizione del Teramo – molto critica – nell’ambito dell’inchiesta per la presunta combine della partita promozione dello scorso 2 maggio, vinta dai biancorossi 2-0 a Savona. Se gli inquirenti di Catanzaro, che hanno condotto l’indagine nel contesto dell’operazione Dirty Soccer, si sono sbilanciati nel definire Savona-Teramo una partita truccata per circa 30mila euro vuol dire che avevano gli elementi per farlo. E le intercettazioni pubblicate sono tra questi. Tra l’altro agli atti dovrebbero esserci altre intercettazioni telefoniche e ambientali. Che potrebbero aggravare la posizione del Diavolo, più che altro davanti alla giustizia sportiva alla quale basta il fondato sospetto per condannare.

Le parole di Ercole Di Nicola, Davide Matteini, Giuliano Pesce e Marco Barghigiani (nell’articolo sotto) fanno pensare alla combine anche se non c’è un riferimento diretto al tentativo di truccare la partita che ha regalato la promozione in B al Teramo spegnendo le speranze di rimonta dell’Ascoli alla penultima giornata del girone B di Lega Pro.

Piuttosto, l’elemento nuovo è rappresentato da un incontro avvenuto prima della partita tra Marco Barghigiani, il ds del Savona, e i dirigenti del Teramo. Sicuramente con Marcello Di Giuseppe, il ds biancorosso, anche se secondo la Procura di Catanzaro era presente anche Luciano Campitelli. Perché i magistrati hanno questa convinzione? Semplice: Di Nicola, che teneva i contatti con le parti, parlando con Barghigiani fa riferimento ai dirigenti biancorossi a bordo di una Maserati. Che, per l’appunto, è di proprietà di Campitelli.

L’incontro sarebbe servito per mettere a punto i dettagli della combine. E gli inquirenti ne sono talmente convinti da spingersi a scrivere nell’informativa consegnata alla Procura che Barghigiani sarebbe andato via lamentandosi del fatto che non gli sarebbe stato consegnato subito un anticipo della somma pattuita (30mila euro?).

Diverso, invece, il discorso per quanto riguarda l’incontro avvenuto poco dopo la fine della gara tra il presidente Campitelli e Barghigiani per il semplice fatto che è stato confermato dal ds dei liguri messo alle strette dalla squadra mobile di Catanzaro che gli ha fatto notare come le celle telefoniche dei cellulari risultavano essere allo stesso posto nello stesso momento. Agli atti ci sono altri indizi, che probabilmente usciranno fuori nei prossimi giorni. Toccherà al presidente Campitelli e al ds Di Giuseppe rovesciare il quadro indiziario che sarà fatto proprio dal procuratore federale Stefano Palazzi. Per convincere Palazzi e il collegio giudicante dovranno fornire versioni convincenti. Spiegare punto per punto i movimenti e le parole spese al telefono. Guai a cadere in contraddizione, sarebbe un’arma in più nelle mani dell’accusa. Che, con ogni probabilità, chiederà il deferimento per responsabilità diretta del Teramo. Un’ipotesi che prevede (anche) la retrocessione all’ultimo posto in classifica, spalancando la strada verso il ritorno in serie D. Ma l’obiettivo del Teramo è quello di tenere fuori Campitelli per poter fronteggiare il deferimento per responsabilità oggettiva, meno devastante nelle sanzioni.

Che comunque dovranno essere afflittive, se i collegi giudicanti riterranno il Teramo colpevole di illecito. Quindi, l’ipotesi di due punti di penalizzazione sulla classifica del campionato appena concluso è da scartare. I processi verranno celebrati subito appunto perché la sanzione deve essere afflittiva sull’esito dell’ultimo campionato.

Non resta che sperare nelle parole di Campitelli e di Di Giuseppe. E nel lavoro degli avvocati. Dimostrare che il Teramo è pulito farebbe cadere tutte le ipotesi. E tirare un bel sospiro di sollievo ai tifosi.

@roccocoletti1

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