Timperi: da Pineto fino a Mantova grazie all’Amatori

5 Agosto 2017

L’ala piccola di Pineto reduce dagli Europei under 20: «Devo crescere, può essere il mio anno. Che grande Rajola!»

PINETO. Marco Timperi è un giovane giocatore di basket di Pineto, che la scorsa stagione ha fatto il salto di qualità firmando un triennale con Mantova, ambiziosa squadra di A2 Est. Ala piccola dotata di un gran primo passo e dal fisico esplosivo, Timperi è appena tornato dagli Europei di Creta dove con la nazionale di basket under 20 si è classificato al 13° posto.
Timperi, il risultato vi ha soddisfatti?
«Mica tanto, ma meglio guardare al bicchiere mezzo pieno: nell’ultimo raduno a Roseto avevamo avuto tante difficoltà tra infortuni, coach Buscaglia arrivato solo nell’ultima settimana, e coach Sacripanti a dividersi con la nazionale maggiore. Resta comunque una bella esperienza, abbiamo salvato la permanenza in “division A” importante per continuare a competere con le migliori nazionali europee anche nel futuro».
Ha 20 anni, ma di strada ne ha già fatta tanta: da dove nasce la voglia di palla a spicchi?
«A Pineto giocavo a calcio come tutti, ma volevo anche provare qualcos’altro: mi avviai al basket grazie a Maurizio Pavone che mi fece provare. Da lì è partito tutto con entusiasmo, tanto da trascinare anche mio fratello Matteo, che oggi gioca in serie C a Pineto».
Da lì, il passaggio all’Amatori Pescara: perché non scelse Roseto, quantomeno più vicina?
«Perché in quegli anni non avevano grandi annate, tranne forse l’under 13 e 15; la chiamata dell’Amatori invece fu stimolante: difatti, poi siamo sempre arrivati alle fasi finali giovanili».
Arriva in prima squadra in serie C e poi anche in B, prendendosi anche il quintetto base: farlo partendo dalle giovanili è stata una bella soddisfazione?
«Certo, avevo scelto l’Amatori per questo. La politica del club era proprio quella, e per me, Pepe e Di Donato è successo».
L’anno scorso il salto di categoria, va a Mantova: com’è andata la stagione d’esordio?
«E’ stata bella e difficile: era il mio primo anno fuori casa, ma Mantova mi ha accolto in modo super. Ho avuto qualche difficoltà a trovare minuti anche perché c’erano tanti giocatori nel mio ruolo, ma mettendoci tanta grinta ho superato le difficoltà».
L’anno scorso ha giocato al PalaMaggetti da avversario: com’è andata?
«Mica tanto bene, visto che perdemmo. Ma a Roseto l’anno scorso ci hanno perso quasi tutti, quindi ci sta. E poi per me è sempre la città abruzzese del basket, ed un’occasione per rivedere tanti amici».
Sarà con gli Stings anche l’anno prossimo.
«Il nuovo coach, Lamma, crede nei giovani ed io sarò il primo cambio degli esterni. Partiamo con l’obiettivo dei play off, ma dovremo sudarcelo, soprattutto io dovrò dare il massimo per prendermi più minuti dei pochi avuti l’anno scorso».
All’Europeo under 20 ha giocato insieme a Davide Moretti, altro giocatore legato a Roseto e suo amico; lui quest’anno ha scelto un College Usa: lei ci ha mai pensato?
«Per Davide è la scelta giusta, lì troverà un basket più fisico che è quel che più gli serve, visto che ha già grandi doti tecniche. Io sto bene in A2, e lavorerò sodo per miglirorarmi».
Ha un compagno di squadra preferito?
«Stefano Rajola, è stato un giocatore unico e sono felice di averci giocato insieme; quest’anno si slaccia le scarpette dopo un ultimo torneo vissuto da protagonista, e seguirà il suo cuore iniziando la carriera di allenatore. Gli faccio un grande in bocca al lupo, se lo merita».
Marco Rapone
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