Tommasi è l’ago della bilancia tra Gravina e Sibilia

28 Gennaio 2018

Il rappresentante Aic strizza l’occhio al capo della Lnd Il presidente del Coni chiede un rinvio di 90 giorni

ROMA. Manovre, intrighi e voglia di un «percorso condiviso» che però a meno di 24 ore dal voto, in programma domani a Fiumicino, non è supportata da premesse di passi indietro da parte di nessuno dei tre candidati. Damiano Tommasi, l'ago della bilancia della disputa per la Figc, ieri ha affidato a twitter la sintesi della sua volontà, espressa anche dall'Assocalciatori: «Nessun passo indietro in vista delle elezioni Figc», ha cinguettato il n.1 Aic, aggiungendo che questi sono «giorni utili per conoscere meglio chi è in campo, chi sta da una parte e chi sta dall'altra. Fondamentale capire chi sta dalla parte del calcio». Con lui concorda Cosimo Sibilia, che sarebbe visto da una parte dell'Aic come la sponda più sicura per convergere in caso di passo indietro tra un turno e l'altro di domani: «Lavoriamo fino all'ultimo istante utile per un governo del calcio solido e che abbia un'ampia maggioranza», scrive sempre su twitter il candidato della Lnd. «Sono d'accordo con Tommasi, è tempo di capire chi sta dalla parte del calcio e del suo futuro». Ai due fa eco il terzo, in ordine di timing: «È ora di essere uniti per uscire da questo pantano. Serve una Federazione forte, una Figc a quattro ruote motrici. Una squadra che metta insieme le competenze manageriali con l'esperienza e professionalità di chi il calcio lo gioca», le parole di Gabriele Gravina, appena conclusa la conference call tra i candidati e il presidente del Coni, Giovanni Malagò. Ai tre, il numero uno dello sport ha chiesto ancora una volta di rinviare le elezioni (dove il Coni non ci sarà «per evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazioni», assicura) perché, afferma, «continuare non sarebbe una cosa di buonsenso». Ieri ha strappato dai suoi tre interlocutori la possibilità quantomeno di discuterne con le componenti: «Auspico un ravvedimento da parte dei tre candidati affinché non si celebrino le elezioni lunedì, lo auspico come il 90% degli italiani», le parole di Malagò dal Circolo Aniene. Se i tre candidati «si riservano con le componenti di arrivare a delle conclusioni», come rivela Malagò, al momento però nessuno ha preso in considerazione la possibilità di rinviare il voto. Ne parleranno con le loro componenti, l'Aic già oggi a Fiumicino, la Lega Pro addirittura domani mattina. Ai tre Malagò ha offerto una «proposta di buonsenso: rimandate tutto a 90 giorni e dopo avrete un'elezione senza il rischio del commissariamento». Malagò parla di «tre fattori oggettivamente inequivocabili», elencando «la particolare incertezza del voto di lunedì», in quanto «nessun candidato è al momento in grado di avere una maggioranza importante» per le riforme in profondità che servono al calcio. «Ammesso che si elegga un presidente, nessuno può essere sicuro di avere la maggioranza in consiglio federale», prosegue Malagò, citando l'alto rischio di schede bianche. Infine, «incombe il commissariamento per lo stallo della Serie A». Chiunque dovesse vincere, lascia intendere Malagò, metterebbe comunque il suo destino di presidente in mano alla litigiosa Lega di Serie A, rischiando di essere ricordato come il presidente più breve della storia della Figc: il commissario scatta «qualora la Lega di A non ottemperasse ai suoi obblighi», entro l'1 marzo la deadline. Non manca neanche la replica a Tavecchio: «La Federcalcio ha il dovere di rispondere al Coni e non l'ha fatto». Le manovre incrociate vedono nelle varie arene anche una Lega di A quantomai spaccata. Ieri l'ad bianconero, Giuseppe Marotta, ha visto Tommasi, dopo l'assemblea che venerdì ha fatto più notizia per i diritti tv ancora in alto mare. Nei confronti informali a margine dell'assemblea, si parla di una lite accesa tra lo stesso Marotta e Claudio Lotito, tra governance di Lega, federale e possibili questioni di mercato. Lo stesso Marotta ieri sera ha confermato la divergenza di opinioni con il presidente della Lazio, ma ha smentito il contatto fisico venerdì.