Tonfo L’Aquila, l’Angolana cala il tris

Di Ruocco non basta ai rossoblù: primo ko per il tecnico De Feudis
CITTÀ SANT’ANGELO. La Coppa Italia di Eccellenza riapre le porte, dopo lo stop dovuto all’aumento dei contagi Covid, con la seconda semifinale di andata. Al “Petruzzi” di Città Sant’Angelo, in campo Angolana e L’Aquila per recuperare il match rinviato a inizio gennaio, con il ritorno che si giocherà già domenica allo stadio “Gran Sasso d’Italia”.
Dopo un minuto di silenzio per ricordare l’ex Pescara e Angolana Gino Tagliolini, il match vede i nerazzurri passare subito in vantaggio: nemmeno cinquanta secondi di gioco e l’Angolana trova l’1-0, con Farias che approfitta di una incertezza della difesa ospite e fulmina Falzano. I padroni di casa continuano a tenere il pallino del gioco e raddoppiano al 14’: Romanucci sigla infatti uno sfortunato autogol, deviando in porta la respinta di Falzano su un cross di Miani. Prosegue senza sosta il pressing dell’Angolana, interrotto soltanto dal palo colpito, su calcio di punizione, da Loviso. La risposta dell’Angolana non si fa attendere e, sempre su piazzato, tocca a Farias scheggiare la traversa a portiere battuto.
Nella ripresa, ancora una partenza sprint per l’Angolana, che sigla il 3-0 dopo cinque minuti: Miani mette in mezzo per Cichella, che conclude con precisione da fuori area e sigla il tris dei padroni di casa. L’Aquila prova a reagire, senza però grande convinzione, e addirittura Miani potrebbe firmare il poker in contropiede, al 12’, ma la sua conclusione è fuori misura.
I rossoblù provano a svegliarsi e hanno un guizzo con il solito Di Ruocco, al 17’: l’esterno offensivo è abile ad insaccare in rete dopo una bella sponda aerea del neo acquisto Saurino, siglando il gol del 3-1 che riapre parzialmente il doppio confronto. Poco dopo, ancora Di Ruocco va a qualche centimetro dal clamoroso 3-2, colpendo il palo da posizione defilata. Da quel momento in poi, però, la partita non ha più fiammate e si incanala lenta verso il finale, ufficializzando il 3-1 a favore dell’Angolana. Tutto ancora aperto, dunque, seppure fortemente indirizzato, in vista del ritorno della semifinale di domenica: lo stesso giorno saranno in campo per la gara di ritorno Torrese e Sambuceto (l’andata è finita 0-0) per decretare le due finaliste.
Tanta le delusione per il tecnico Michele De Feudis, al primo ko sulla panchina rossoblù che ha però dichiarato che «nel secondo tempo abbiamo rimesso la partita in piedi, ora abbiamo il ritorno e faremo il massimo per ribaltare questo risultato».
Giovanni Sidoni

