Tonin, l’alpino del Pescara «Con Baldini sono rinato»

L’attaccante titolare con la Lucchese: «Le “penne nere” nel cuore, i miei gol per loro»
PESCARA. L’alpino biancazzurro è pronto per la scalata alla serie B. Scorza dura, gambe possenti e grande generosità: ecco Riccardo Tonin, attaccante del Pescara con una passione per le “penne nere”. Oggi a Lucca partirà nella formazione titolare e spera di lasciare il segno con il primo gol in campionato. Finora ha giocato poco, appena 180 minuti in totale e una gara da titolare a Rimini. Oggi il 23enne centravanti vuole prendersi la scena, magari con la prima rete e festeggiarla con un gesto, la mano portata alla fronte. Perché Tonin da buon veneto ha una passione per gli alpini e proprio per questo “l’alpino” è il suo soprannome in squadra. Dopo una preparazione estiva fatta a singhiozzi e l’arrivo in Abruzzo dalla Juve Stabia a fine calciomercato, ora il ragazzone vicentino ha ripreso il suo percorso di crescita, dove le difficoltà e le strade tortuose non fanno più paura proprio come i sentieri che battevano gli alpini. Cresciuto nel Milan insieme ai vari Maldini, Gabbia e Brescianini, ha collezionato 3 presenze in prima squadra con Pioli allenatore, diventando il pupillo di un certo Zlatan Ibrahimovic. Poi le varie esperienza tra Cesena, Foggia, Monterosi e Juve Stabia. Ora a Pescara per spiccare il volo.
Tonin, contro la Lucchese torna a giocare dal primo minuto. Dopo oltre due mesi di campionato, si aspettava più spazio?
«Sinceramente, avendo saltato tutta la prima parte della preparazione di campionato ed essendo arrivato nell’ultimo giorno del calciomercato, ero consapevole che sarebbe stato tutto più complicato. Tuttavia dal primo giorno sto lavorando tanto, cercando di apprendere gli insegnamenti di Baldini e sono contento dello spazio che ho avuto. In questi mesi sono migliorato molto e sono contento. La cosa più importante è farsi trovare pronti quando si viene chiamati in causa».
Che gruppo ha trovato?
«Ci sono dei ragazzi fantastici. Mi hanno accolto alla grande fin dai primi giorni. Siamo un gruppo affiatato ed è fondamentale se si vuol costruire un progetto importante».
Questa è una squadra costruita per vincere?
«Abbiamo dei valori importanti, ma non so dire se siamo costruiti per vincere. Sicuramente siamo costruiti per i valori che il mister chiede ed è fondamentale per raggiungere gli obiettivi».
L’obiettivo, quindi, è la promozione in serie B?
«In realtà l’obiettivo è di giocare partita dopo partita, senza guardare troppo avanti».
Al Milan ha vinto uno scudetto nelle giovanili, poi tanta gavetta tra Cesena, Foggia, Monterosi e Juve Stabia. Questa potrebbe diventare la stagione della consacrazione?
«Grazie a Baldini penso che questa sarà una stagione molto importante a livello personale. A prescindere dalle partite, vedo che miglioro di settimana in settimana ed è fondamentale. Il mio obiettivo è di far diventare l’esperienza al Pescara una stagione fondamentale per il mio futuro. Lavoro duramente per raggiungere tutti gli obiettivi».
Suo fratello, il 18enne Federico, è nel Bologna Primavera. Professione attaccante anche lui. Il sogno sarebbe quello di giocare insieme un giorno?
«Si, è il nostro sogno del cassetto e renderebbe molto orgogliosa la mia famiglia». Famiglia con il pallone nel sangue: dal nonno super tifoso, al papà, ex calciatore a livello dilettantistico, alla sorella Giulia, che gioca a calcio a 5.
Dicono che ha una passione per gli alpini. Come mai?
«Vero, perché tutta la mia famiglia è alpina e dalla mie parti (è cresciuto a Brogliano, paese di 4000 abitanti nel Vicentino, ndr) gli alpini sono molto importanti per la comunità. Sono nato e cresciuto in quel mondo lì e sono molto legato alla mia terra anche se sono andato via da piccolo per giocare a calcio. E per onorare la comunità del mio paese rendo omaggio ai nostri alpini dopo ogni gol, con una esultanza particolare». E come disse William Blake “Quando uomini e montagne si incontrano, grandi cose accadono”. Il Pescara è pronto a godersi lo spettacolo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

