Torreira, dal Pescara all’Emirates Stadium

14 Giugno 2018

L’uruguaiano è passato dalla Samp all’Arsenal per 30 milioni. Druda: «È un piccolo fenomeno»

PESCARA. «Ho parlato con Lucas, ma non abbiamo toccato il discorso Arsenal. Lui è concentratissimo sul Mondiale. Sembrerà assurdo quello che dico, ma è la verità. Torreira è così, guarda al presente e non pensa a quello che accadrà tra un mese», chi parla è Roberto Druda, consigliere e talent scout del Pescara, ovvero colui che nel 2013 ha scoperto e portato Lucas Torreira in biancazzurro.
Il 22enne centrocampista uruguaiano, martedì sera, è passato dalla Sampdoria all’Arsenal per 30 milioni di euro, di cui uno andrà al Delfino. Il club biancazzurro, infatti, nel luglio 2015, quando lo ha ceduto alla Sampdoria per 2 milioni più il cartellino di Fornasier, si era tenuto il 20% sulla futura rivendita fino a un milione di euro.
«Gli ho detto di usare poco lo smartphone e di rimanere concentrato», racconta Roberto Druda, che è stato una specie di secondo padre per Torreira, arrivato in Italia, dal Wanderers Montevideo, a soli 17 anni. «Quando non aveva allenamenti e partite era sempre a casa mia, a Pineto. Per la nostra famiglia è un secondo figlio», continua il dirigente del Pescara, che racconta anche la trattativa per portarlo al Delfino. «Durante un viaggio in Uruguay mi sono imbattuto in una partita della Primavera del Wanderers», dice Druda. «C’era questo piccoletto che faceva gol a raffica e che aveva una “garra” incredibile. L’abbiamo subito portato a Pescara, ma abbiamo anche rischiato di perderlo. Non tutti erano convinti delle sue doti e fu il ds Giorgio Repetto a parlare con Sebastiani dopo un torneo di Natale che si stava giocando Vasto. “Presidente, qui abbiamo un fenomeno. C’è un piccolo Tevez in campo”, ricordo benissimo le parole del nostro direttore mentre parlava con il presidente». Ed ecco che nel giro di poco tempo, Torreira, è passato Dall’Adriatico all’Emirates Stadium, con una tappa di due anni a Genova, sponda blucerchiata. «Oddo ha creduto in lui e lo ha fatto debuttare in Primavera e, poi, in serie B. Con Giampaolo, alla Sampdoria, si è definitivamente consacrato. Torreira è diventato grande grazie a questi due allenatori». Druda ha quasi gli occhi lucidi mentre racconta la storia del piccolo fenomeno di Fray Bentos, città situata in una delle zone più povere dell’Uruguay. «Non sono affatto sorpreso del suo approdo all’Arsenal. Lui è uno dei cinque giocatori più forti al mondo in quel ruolo. Sono certo che farà benissimo in Premier e, soprattutto, farà una grandissimo Mondiale. Lui è un computer ed immagazzina tutto ciò che gli viene insegnato. È di una umiltà disarmante e questa è sempre stata la sua forza», conclude il 60enne dirigente di Pineto, che non vede l’ora di guardare in tv il “suo” Lucas, con la maglia dei Gunners. (l.d.m.)
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