Tour de France: settimana decisiva Froome favorito, Aru tenta il colpo

18 Luglio 2017

ROMA. Tutto in tre tappe. Fra domani, giovedì e sabato si assegnerà il Tour de France numero 104. Fra il Col de la Croix, il Galibier, l'Izoard e la crono di Marsiglia verrà scritta, o fors'anche...

ROMA. Tutto in tre tappe. Fra domani, giovedì e sabato si assegnerà il Tour de France numero 104. Fra il Col de la Croix, il Galibier, l'Izoard e la crono di Marsiglia verrà scritta, o fors'anche riscritta, la classifica generale, che attualmente vede racchiusi quattro atleti in soli 292. Roba da fare invidia al Giro d'Italia numero 100, che ha assegnato la maglia rosa all'ultimo giorno. Dopo 2664,5 chilometri di fatica, lacrime, drammatiche cadute e fratture in serie, la sfida resta apertissima, con Chris Froome che guarda Aru dall'alto di 18”, con Bardet a 23” e Uran a 29”. Per non parlare di Daniel Martin e Landa, staccati rispettivamente di 1'12” e 1'19”. Non si gareggia per il secondo posto, come nelle ultime edizioni della Grande boucle stradominata dal keniano bianco, ma per la maglia gialla, che i francesi non vedono indossare sotto l'Arco di Trionfo da uno dei propri beniamini addirittura dal 1985. L'ultimo fu Bernard Hinault. Da quel momento in poi varia umanità ha avuto il merito e il privilegio di vestirsi di giallo a Parigi, ma nessuno di loro era francese. Ecco perché, tutti gli occhi sono puntati sul giovane dell'Alta Loira, Romain Bardet, terzo in classifica e pronto a dare battaglia. Come Fabio Aru che, però, considera «Froome il favorito». Visto «che ha vinto già tre volte il Tour», possiede «l'esperienza e la squadra per vincere ancora», le parole del sardo. Ma non solo: «È in vetta alla classifica generale e ha dalla sua una migliore predisposizione alla crono di Marsiglia». Poi, su Bardet, secondo l'anno scorso, Aru ammette che «è un avversario molto pericoloso, anche per il suo modo di attaccare, e lo stesso vale per Uran». Tutto, però, dipenderà «dalle tappe di mercoledì e giovedì». «Penso che», aggiunge Aru, «nessuno di noi sappia come andrà su quelle vette, ben oltre i 2 mila metri». La battaglia si apre oggi, in occasione della 17ª tappa, la La Mure-Serre Chevalier di 183 km, con il superamento del Col de la Croix de fer e il Galibier, a quota 2.642 metri. In tutto sono previsti 4 Gpm, di cui due “hors categorie”.