Trentin infiamma Pescara sotto la pioggia

23 Settembre 2019

Vittoria dell’azzurro dopo 157 km di fuga: domenica sarà capitano al Mondiale. Tifo e arrosticini lungo le strade 

PESCARA. Era il grande favorito e non ha tradito i pronostici. Matteo Trentin sfida la pioggia, il fumo delle fornacelle, l’odore avvolgente degli arrosticini e si va a prendere la 72ª edizione del Trofeo Matteotti. Il 30enne della Nazionale italiana, che domenica al Mondiale in Gran Bretagna avrà i gradi del capitano, si aggiudica la grande classica pescarese dopo 157 chilometri di fuga condotta insieme ad altri quattro temerari, come l’altro azzurro Matteo Fabbro, Andrey Amador (Movistar), Daniel Savini (Bardiani) e Fabien Doubey (Wanty Gobert). La stoccata vincente dei 5 si materializza al 38° chilometro e spacca in due la corsa.
Il gruppetto accumula un vantaggio massimo di 4’30” e arriva al traguardo con 25” sugli inseguitori. Una fuga azzardata, ma alla fine risultata vincente, come ha sottolineato il ct dell’Italia, Davide Cassani, tra i più applauditi a piazza Duca degli Abruzzi, dove era sistemato l’arrivo. «Devo dire che Trentin ha deciso di attaccare un po' troppo presto e gli è andata bene grazie anche all'ottimo lavoro di Matteo Fabbro. Ho visto bene anche Ciccone in una corsa impegnativa e, alla fine, vincere è sempre importante».
Le parole di Cassani che ha sottolineato l’ottima prova del teatino Giulio Ciccone, il quale, però, non è stato inserito nella lista degli azzurri che domenica saranno di scena nello Yorkshire. Il 24enne corridore di Brecciarola, uomo di punta della Trek Segafredo e maglia gialla per un paio di giorni all’ultimo Tour de France, è stato sicuramente il più acclamato dal pubblico del Matteotti, che ha invaso le strade del circuito (15 km da ripetere 13 volte) fin dal mattino.
Il suo fan club si è piazzato lungo la salita del Colle Caprino. Striscioni, scritte e arrosticini hanno fatto da cornice ad una bella giornata di ciclismo, anche se la pioggia, specialmente nei giri finali, ha creato qualche problema, come le cadute di Dima, Colleoni e Sbaragli, ma anche di Savini.
Il terzo classificato, però, dopo una scivolata, è stato bravo a rientrare nel gruppetto dei fuggitivi. All’arrivo era dolorante per una ferita sul gluteo destro, ma felice per il podio.
Gli arrosticini sono stati gli altri grandi protagonisti. Le ammiraglie, ma anche i corridori ne sono andati alla ricerca, soprattutto subito dopo il Gran Premio della Montagna di Montesilvano colle. Dal campione italiano Davide Formolo al costaricano Amador, hanno fatto un piccolo pit stop per gli arrosticini. Quando la corsa è entrata nel vivo, però, solo le ammiraglie si sono avvicinate alle tantissime fornacelle a bordo strada.
Alle 16,03, poi la zampata di Trentin che alla prima apparizione al Matteotti ha fatto sua la corsa. «Spero sia una vittoria fortunata: è stata una buonissima gara, con una fuga che ci ha fatto partire subito bene», ha detto il capitano della Nazionale italiana. «Una fuga di gamba con Fabbro che è partito per primo. Pensavo ad una fuga con più persone, ma ci siamo gestiti molto bene anche perché è stata una gara dura. Alla fine è andata bene e per me è stato un allenamento importante. Era la prima volta che venivo qui a Pescara e devo dire che questo circuito è davvero duro». Giulio Ciccone si è piazzato al 25° posto, mentre gli altri due abruzzesi, Antonio Di Sante (Sangemini) ed Emanuele Onesti (Giotti Palomar), si sono piazzati rispettivamente 29° e 71°.
Ordine d'arrivo. 1) Matteo Trentin (Nazionale Italiana) 4h 46’28”, 2) Andrey Amador (Movistar) s.t., 3) Daniel Savini (Bardiani CSF) s.t., 4) Fabien Doubey (Wanty Gobert) s.t. , 5) Matteo Fabbro (Nazionale Italiana) + 1”, 6) Sep Vanmarcke (EF Education First) + 25 , 7) Manuel belletti (Androni Sidermec) s.t., 8) Sonny Colbrelli (Bahrain Merida) s.t., 9) Cyril Gautier (Vital Concept) s.t., 10) Nelson Andrés Soto Martinez (Caja Rural) s.t.
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