Tripletta, assist e autorete Maio tuttofare della Torrese

Nell’ultima gara la punta ha segnato tre reti, ne ha propiziata un’altra e ha fatto gol nella porta sbagliata: «Per fortuna ho realizzato il rigore della vittoria»
Di tutto di più. È quanto successo domenica all'attaccante della Torrese Francesco Maio (9 reti), protagonista assoluto del vittorioso match col Miglianico. Tre gol, un assist ed un'autorete: questa l'incredibile performance del bomber di Benevento, ma abruzzese d'adozione, essendosi stabilito da quasi tre anni a Martinsicuro, nelle cui file ha giocato per una stagione e mezza, totalizzando 26 gol in poco più di 30 gare. «A tal proposito», esordisce il diretto interessato, «desidero fare un grosso e sincero in bocca al lupo alla mia ex squadra. I numeri dicono che non se la passa molto bene, ma credo che nessuno possa mettere in discussione le capacità di mister Di Fabio, che ritengo anzi sprecato per l'Eccellenza». Un legame davvero forte, quello con l'ex mediano del Pescara. «È verissimo», conferma, «visto che dopo l'ottima annata di Cupello (14 gol in 19 incontri, ndc), in occasione della mia prima esperienza abruzzese, fu proprio lui a volermi nella sua squadra. E con lui devo dire di aver appreso tanto, dal punto di vista comportamentale e tattico. Ecco perchè non finirò mai di ringraziarlo». In estate però, per evidenti esigenze di bilancio, la società adriatica decide di disfarsi degli elementi più rappresentativi ed è così che Maio approda alla Torrese. Dopo che a soli 13 anni di età aveva vestito, sia pur per un brevissimo periodo, la maglia della Juve, per poi proseguire la sua carriera tra le giovanili di Mantova e Varese e le prime squadre dello stesso Mantova e del Rimini, in serie C, e di Sorrento ed Asti, in serie D. «Diciamo che ho girato abbastanza l'Italia, togliendomi qualche piccola soddisfazione (la finale dello scudetto Primavera, persa ad opera della Roma, con la maglia del Varese, ed un paio di convocazioni nella nazionale di Lega Pro ai tempi del Rimini, ndc), intervallata purtroppo da altrettante delusioni».
Alcune delle quali talmente grandi da fargli meditare l'abbandono dell'attività calcistica: «È così, ed anche in questo caso ho dei ringraziamenti da fare. Alla dirigenza ed alla gente di Cupello. Ambiente nel quale mi sono subito trovato a mio agio, ritrovando, all'epoca, la voglia di giocare». Dal passato al presente, ci descriva la tripletta di domenica, che le è valsa il pallone della partita: «L'ho fatto firmare da tutti i miei compagni di squadra», sottolinea compiaciuto, «altrettanto decisivi per la buona riuscita della mia performance. È la prima in questa stagione, essendoci già riuscito due volte, nelle annate precedenti, ed è capitata al momento giusto, visto che dopo la mia autorete che aveva portato il Miglianico sul 4-4, ad una manciata di minuti dalla fine, sono riuscito a trasformare, proprio al 90', il rigore del definitivo 5-4. Risultato peraltro importantissimo, avendoci consentito di arrivare ad un solo punto di distanza dalla prima piazza». Un campionato tanto equilibrato, quanto imprevedibile: «È vero, ed il fatto che almeno sinora non ci sia stata una squadra nettamente superiore alle altre, è un incentivo ulteriore e far bene, tanto più che il nostro è un organico allestito sin dall'inizio con l'obiettivo di lottare per le parti alti della classifica». La chiusura, invece, è tutta per la fidanzata Alessandra ed i suoi famigliari: «Dedico questa tripletta», si congeda Maio, «a loro, che appena possono mi seguono ed incitano dagli spalti».
Stefano De Cristofaro
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