Trulli jr come il papà, campione a 15 anni: a Dubai il primo titolo

Enzo, pescarese figlio d’arte, vince la F4 degli Emirati Arabi «Non mi monto la testa». Jarno in lacrime: «Sono fiero di lui»
PESCARA. Il primo trionfo in monoposto, l’abbraccio col papà, le lacrime di gioia di Jarno. A Dubai si consuma il passaggio di consegne fra due generazioni. Il pescarese Enzo Trulli, 15 anni, figlio di Jarno, che ha corso in Formula 1 dal 1997 al 2011 disputando 252 gare con una storica vittoria a Montecarlo nel 2004 con la Renault, ha vinto il campionato degli Emirati Arabi di Formula 4. Un’impresa per Trulli jr, salito in monoposto per la prima volta solo lo scorso 20 ottobre. «Non me l’aspettavo», racconta Enzo, «ho provato una monoposto dopo 5 anni di kart e non pensavo fosse possibile raggiungere subito un traguardo del genere. Il risultato mi rende molto felice, perché questo è il mio primo campionato in monoposto. È stata un’esperienza fantastica, ma non mi monto la testa».
Quello degli Emirati Arabi è un mini campionato su cinque tappe. Il pilota pescarese, che corre col Team Cram Motorsport, ha sempre vinto almeno una manche tra le quattro di ciascuna delle prime 4 corse e nell’ultima tappa di ieri ha ottenuto un quarto e un terzo posto sufficienti per distaccare di un punto l’olandese Dilano van’t Hoff nella classifica generale (319 a 318). «È stato un finale estremamente intenso e ricco di colpi di scena», spiega Enzo. «Alla fine l’ho spuntata per un punto. La mia forza è stata crederci fino in fondo e limitare gli errori. Ero arrivato qui per imparare e lottare per le prime posizioni. Non ero partito per vincere, ma dopo le prime tappe ho capito che potevo farcela. E alla fine ce l’ho fatta».
La gioia di Jarno. A fare il tifo per Enzo, oltre al manager Lucio Cavuto, ovviamente il papà Jarno, presente a Dubai. «Quando sono tornato nei box, papà si è messo a correre per abbracciarmi e si è messo a piangere», dice Enzo, «questa vittoria è per lui, per mio nonno e per tutta la mia famiglia».
«Tutto stupendo», racconta Jarno, «giornate così ripagano dei sacrifici perché la gente spesso non immagina che far fare motorsport al proprio figlio non è come portarlo a calcio. Non tanto e non solo per i costi, ma pure per l’impegno, perché ci sono i lunghi viaggi e l’esigenza di preservare l'armonia familiare, visto che ho anche altri due bambini». Dietro i successi di Enzo ci sono anche i consigli di Jarno. «Delle sue qualità alla guida non parlo volentieri», risponde l’ex pilota di Renault e Toyota, «perché non è giusto che sia il papà a farlo. Di sicuro ha mostrato attitudine ed è stato bravo a mettere in pratica tutto. Abbiamo iniziato questo percorso insieme, per divertimento, solo con la passione e il piacere di farlo. Credo che Enzo abbia assimilato questi valori e gli siano serviti appena è salito su una monoposto. Il suo futuro? Al momento abbiamo un contratto per fare la F4 spagnola, ma stiamo valutando anche altro perché le sue qualità non sono passate inosservate». Prossima tappa a fine aprile nella F4 spagnola. Sognando un altro titolo.
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