Ugolotti: Teramo, ci salveremo

E il patron Campitelli stronca Zauli: «Non mi è piaciuto, ha preso per i fondelli sia la società che i tifosi»
TERAMO. La disastrosa stagione del Teramo ha provocato un nuovo ribaltone. Dopo l'esonero-bis di Lamberto Zauli (silurato insieme al ds Alec Bolla al termine della sfida persa a Fano) spetta a Guido Ugolotti il difficile compito di traghettare il Diavolo verso la salvezza. Il patron Luciano Campitelli ha deciso di affidarsi ad un tecnico esperto e determinato per scacciare l'incubo della retrocessione in serie D. Ugolotti, 58 anni, ha a disposizione 14 gare (compreso il recupero col Pordenone) per dare la sterzata ai biancorossi e fare ciò che non è riuscito né a Zauli né a Nofri. Il nuovo allenatore, che ha firmato fino a giugno ed è alla prima esperienza in Abruzzo, è stato presentato ieri dal presidente Campitelli. «Non ho esitato un attimo nell'accettare la proposta di guidare il Teramo», ha detto Ugolotti, «ho una grande rabbia dentro di me perché è stata dura rimanere a casa per qualche mese dopo la parentesi non positiva di Melfi. Se non credessi nel compito che mi è stato affidato, non sarei qui. Sono subentrato tante volte in situazioni difficili e sono abituato a ragionare di gara in gara senza fare tabelle. Il mio unico pensiero è la partita di domenica con il Sudtirol, che considero di fondamentale importanza. Ho visto il Teramo a Fano e mi sono fatto un'idea che tengo per me. C'è da lavorare tanto e analizzare i problemi con il gruppo. La classifica, d'altronde, parla chiaro e di sicuro c'è qualcosa che non quadra, ma sono convinto che questi giocatori possano venirne fuori. Chi non dimostrerà di avere la rabbia giusta non giocherà. Della rosa attuale conosco Narciso, che ho avuto a Grosseto, e Sansovini, che ho visto nascere nel settore giovanile della Roma. Il modulo? Ho sempre giocato con i quattro difensori. Mi sono già informato delle caratteristiche dei giocatori e mi regolerò di conseguenza. Quando si subentra, d'altronde, bisogna trovare la soluzione migliore e sapersi adattare. Nella mia carriera ho fatto tanta gavetta (otto anni, ndc) nel settore giovanile della Roma e ho cercato di prendere il meglio dai vari Mazzone, Zeman e Spalletti. Da giocatore ho avuto Giagnoni, che si basava molto sul carattere e sul temperamento, e Liedholm, che è stato un maestro». Il patron Campitelli, nel presentare il decimo allenatore della sua gestione, non ha risparmiato qualche "stoccata" a Zauli: «A Fano, dopo la gara, il mister ha fatto un gesto non corretto verso un tifoso e questo non mi è piaciuto. Zauli ha prontamente chiesto scusa, ma forse era un po' troppo nervoso. Fossi stato in lui», ha aggiunto Campitelli, «avrei dato le dimissioni e da parte mia avrebbe avuto gli stessi soldi. Sarebbe stato un bel gesto verso chi lo aveva richiamato dandogli nuovamente fiducia. Zauli, invece, ha preso per i fondelli la società e anche i tifosi, facendo delle dichiarazioni fuori luogo sul nostro pubblico. Sul mercato, Fioretti e Germinale (attaccanti del Fano, entrambi a segno contro il Teramo, ndc) non li ha voluti lui. Io non posso rimproverarmi di nulla. Bolla, invece, ha accettato diversamente l'esonero. Adesso tocca a Ugolotti aiutarci a risalire. Credo nella salvezza anche se cambiare tre allenatori è una sconfitta per me. Il nuovo ds? Ci penserò tra qualche giorno». Da scegliere, nelle prossime ore, chi affiancherà Ugolotti all'interno dello staff tecnico. Ieri pomeriggio il primo allenamento. Il terzino Scipioni è tornato a lavorare con la prima squadra dopo il breve "esilio" nella Berretti.
Gaetano Lombardino
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