Ultramaratona, Leonelli è il fiore all’occhiello dell’Italia a Belfast

4 Luglio 2017

CHIETI. Ventiquattro ore di corsa, una prova massacrante. Su circa quattrocento partecipanti al campionato mondiale di Ultramaratona a Belfast, solo 159 hanno concluso la gara. Lui, Nico Leonelli di...

CHIETI. Ventiquattro ore di corsa, una prova massacrante. Su circa quattrocento partecipanti al campionato mondiale di Ultramaratona a Belfast, solo 159 hanno concluso la gara. Lui, Nico Leonelli di Ortona, è arrivato in Irlanda del Nord con alcuni problemi fisici dovuti a un'intossicazione ma ha stretto i denti e ha scritto la storia: è stato il primo classificato tra gli italiani, il settimo nella classifica di categoria (Over 45) e il 42esimo in quella generale. Leonelli, tesserato con la Runners Pescara, ha portato l'Abruzzo sul tetto del mondo.
Il 48enne atleta ortonese, titolare di un residence turistico, ha percorso quasi 229 km in 24 ore (il primo classificato, un giapponese, ne ha fatti 267) nel circuito del Victoria Park. E pensare che, prima della partenza, Leonelli aveva confidato ai suoi amici di non essere in perfette condizioni fisiche. «È vero», racconta il campione abruzzese, mentre sta per imbarcarsi all'aeroporto di Belfast per tornare in Italia. «Sono arrivato ai campionati del mondo senza aver potuto svolgere la parte più funzionale dell'allenamento. Ho avuto un'intossicazione, probabilmente dovuta all'assunzione di un medicinale, che mi ha fatto gonfiare. Ho preso 6 kg in 20 giorni e sono arrivato in Irlanda del Nord con 3 kg in sovrappeso. Nelle prime 12 ore di gara sono andato abbastanza bene, poi ho sofferto ma sono soddisfatto del risultato ottenuto. Mi ha fatto piacere ricevere tanti messaggi di stima anche da persone che non sentivo da tempo».
Leonelli ha iniziato a correre per passione. «All'inizio mi sembravano tanti anche 500 metri. Poi ho iniziato ad aumentare le distanze perché volevo superare i miei limiti. L'indole umana ti porta sempre a spingerti oltre ed eccomi arrivato ai campionati del mondo. Mi alleno tutti i giorni, percorrendo circa 200 km di media a settimana. I sacrifici da fare sono tanti».
L'abruzzese ha fatto parte della spedizione azzurra insieme a tre uomini e quattro donne. Nella classifica a squadre, l'Italia femminile ha chiuso al nono posto mentre quella maschile all'undicesimo. Per l'atleta ortonese è stata la seconda esperienza con la Nazionale: la prima, lo scorso anno, agli Europei in Francia dove è arrivato quindicesimo tra gli italiani. Quella di Belfast è stata probabilmente l'ultima esperienza in azzurro. «Penso di lasciare la Nazionale perché l'età si fa sentire e gareggiare con il team dell'Italia richiede sacrifici, pressioni e responsabilità. Il mio obiettivo era partecipare al mondiale. Ora vedremo. Di sicuro continuerò a correre». Intanto, Ortona si prepara ad accogliere e festeggiare il suo campione.
Giammarco Giardini
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