Un’autorete ferma la rincorsa del Lanciano

27 Marzo 2016

Perugia corsaro al Biondi, la Virtus a +4 dai play out ma non è tranquilla

LANCIANO. I punti di distanza dai play out per ora sono sempre abbastanza: alla Virtus Lanciano però serviva la quarta vittoria consecutiva perché “non si sa mai”. Nel mare burrascoso delle penalità si naviga a vista, e più che la meritata sconfitta con il Perugia e la prova negativa, ad angosciare gli sportivi rossoneri è la mancanza di certezze su quanto e quando i frentani sprofonderanno in classifica a causa dei deferimenti della Covisoc. La squadra di Maragliulo per ora fa la Pasqua a +4 dalla zona salvezza, ma non può godersela fino in fondo, visto che le sanzioni in arrivo sono una spada di Damocle non di poco conto.

Si incrociano le dita affinché la società possa limitare i danni nelle aule del tribunale federale, ma nel frattempo si fanno anche i conti con un brutto passo indietro rispetto alle gare precedenti.

Risultato a parte, è la prova dei rossoneri nel complesso a deludere: passi per il solito primo tempo così così, ma stavolta manca la ripresa in crescendo; a parte la reazione tardiva dopo lo svantaggio, i padroni di casa si fanno vedere poco e male. Maragliulo conferma il suo “albero di Natale”, e per sostituire Di Francesco, infortunato e squalificato, accoppia l’eclettico Vastola con Marilungo alle spalle di Ferrari. Il tecnico leccese un ritocco lo fa anche alla mediana, con Rocca a sinistra e Vitale a destra.

Dall’altro lato, più che scelte, invenzioni obbligate per Bisoli, alle prese con un lungo elenco di infortunati che lo costringe a lasciare due posti liberi in panchina. Il Perugia non si getta a testa bassa all’assalto, ma tiene il pallino più dei frentani. I rossoneri giocano poco e piuttosto male: spesso sono imprecisi nelle ripartenze e in chiusura, e lasciano troppo l’iniziativa agli avversari. L’undici di Bisoli è “riflessivo”: manovra molto e a lungo intorno al fortino rossonero alla ricerca del pertugio giusto. Quello buono lo trova al 35’, quando Molina mette al centro un pallone ma fortunatamente c’è Amenta. Fino ad allora del resto erano state del Grifone le poche timide occasioni da rete: un paio di tiri da 25 metri di Aguirre e Rizzo, una punizione sempre di Aguirre a lato, e una conclusione di Zapata intercettata dalla difesa. Grosso modo è solo a 10’ dal riposo che la Virtus impensierisce seriamente Rosati: prima Marilungo lancia Ferrari, e un minuto dopo Ferrari serve al centro il vicecapitano, ma una volta il portiere perugino, e un’altra l'imprecisione di Marilungo, lasciano inviolata la rete umbra.

Stavolta l’intervallo non è lo spartiacque tra la Virtus attendista e quella aggressiva: al primo minuto Vastola va vicino alla rete di testa su cross di Di Matteo, ma finisce lì. I biancorossi ricominciano da padroni del campo, e anzi con un pizzico di autorevolezza in più. Dominano per un quarto d’ora prima che i rossoneri possano farsi vedere al 17’ con Bacinovic che ispira Marilungo, ma a tu per tu con Rosati vince l’estremo difensore; poco dopo lo sloveno sfiora il gol dalla distanza. Il fuoco rossonero dura due minuti, perché il Perugia un po’ alla volta affievolisce le difese frentane. Le azioni pericolose sono tutte degli ospiti: un’incursione di Spinazzola, un tentativo di Zapata parato in due tempi e una punizione di Guberti sono solo le più concrete. Alla fine però ci vuole un’autorete: un tiro di Fabinho si infrange sulla traversa e sbatte dietro Casadei. Lo svantaggio dà una scossa ma meno di quanto servirebbe: la Virtus cambia sì registro, ma tardi e in maniera poco convinta. Gli ospiti, se prima manovrano, dopo lo 0-1 amministrano con relativa serenità il vantaggio che alla fine frutta il quinto risultato utile consecutivo. È proprio a cinque invece che si ferma la striscia di Maragliulo, in un campionato dove servirà riprendere subito a correre per fronteggiare i fantasmi delle penalizzazioni.

Andrea Rapino

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