Una famiglia nel pallone: «Il Chieti è la nostra vita»

La storia dei Di Camillo: le sorelle Giulia (neo mamma) e Giada in campo insieme da 23 anni, papà Lello in panchina. «Abbiamo scritto la storia del club neroverde»
CHIETI. Una famiglia nel pallone. Giulia, 28 anni, e Giada, 29, sorelle inseparabili e da 23 anni compagne di squadra, papà Lello in panchina. Si scrive Chieti calcio femminile, si legge famiglia Di Camillo. Un cognome che si mescola ai colori neroverdi e si lega alla storia della società che con Giulia, Giada e Lello ha toccato il punto più alto con la promozione in A nel 2016. Il 6 ottobre inizierà il campionato di C e le due sorelle teatine saranno di nuovo insieme in campo. È così da 23 anni, quando iniziarono a giocare nel Torrevecchia maschile. Poi la prima esperienza nel femminile con l’Ariete, due anni in A2 a Perugia e la promozione in A con il Siena. Sempre unite, anche nelle decisioni più importanti. Quando il Siena fallisce, le due sorelle fanno una scelta di cuore: tornano a casa per scrivere la storia del Chieti. «Rifiutando anche proposte importanti», racconta Giulia, «ma l’abbiamo fatto per amore del Chieti. All’inizio mi prendevano per matta, ma credevo nel sogno della serie A che poi si è avverato».
Questa per Giulia è una stagione speciale, la settima in neroverde. Tornerà in campo 12 mesi dopo l’ultima volta (il 21 ottobre a Napoli, ndc) in una nuova veste, quella di mamma-bomber. Lo scorso anno la numero 10 ha smesso di giocare perché nel frattempo è diventata mamma di Benedetta. Ora è pronta per tornare, anzi lo ha già fatto in coppa Italia segnando due gol al Bellante. «La gioia del gol mi mancava da un anno e riprovarla è stato bellissimo», dice la centrocampista teatina. «Sono tornata ad allenarmi esattamente 50 giorni dopo il parto. Mi sto allenando e sto giocando con equilibrio, rispettando i giusti tempi. Giocare a calcio, lavorare e fare la mamma non è semplice. Ma è possibile». Ovviamente, in campo ritroverà la sorella Giada. «Siamo inseparabili, ci siamo sempre compensate. Lei è più razionale, io più istintiva».
E in panchina ci sarà sempre papà Lello. «La nostra è una famiglia cresciuta a pane e pallone», dice l’allenatore neroverde. «Giada e Giulia sono completamente diverse: la prima è più introversa e grintosa; Giulia è più tecnica ed estroversa. Giada tifa Inter, Giulia Milan come me. In comune hanno solo la passione per il calcio: quando erano piccoline, mi sfasciavano casa a furia di giocare col pallone». Ora quelle bambine sono diventate donne e la famiglia Di Camillo è un marchio indelebile della storia del Chieti.
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