Una scalata a suon di gol: Costantino è il re di Bolzano

4 Giugno 2018

Road to Pescara: è la mission che si è dato Rocco Costantino, il centravanti (pinetese) del Sudtirol impegnato nei play off di serie C. Il cammino è ancora lungo, ma l’obiettivo è esserci allo stadio...

Road to Pescara: è la mission che si è dato Rocco Costantino, il centravanti (pinetese) del Sudtirol impegnato nei play off di serie C. Il cammino è ancora lungo, ma l’obiettivo è esserci allo stadio Adriatico-Cornacchia dove sabato 16 giugno sarà assegnata la quarta promozione in B. Indipendentemente da quello che sarà il risultato della squadra altoatesina, il 28enne attaccante abruzzese sta lasciando il segno. Lo ha fatto anche ieri, sbloccando il risultato. Sono 17 i gol in questa stagione, la prima a Bolzano: 13 in campionato e quattro nei play off di cui due mercoledì scorso a Viterbo nella gara d’andata del secondo turno (i quarti di finale) e uno ieri al Druso. Quella di Costantino è la storia di chi si è fatto da solo, partendo dalla gavetta. Dai campi dei dilettanti fino a quelli professionistici. Una scalata che non si ferma. «Devo molto a mister Zanetti (allenatore del Sudtirol, ndr) che mi ha dato fiducia pur essendo un esordiente», ha detto nei giorni scorsi l’attaccante che nel computo delle segnature conta, giustamente, anche quella al Modena che poi è stato escluso dal campionato. Il sogno nel cassetto è quello di arrivare in serie A, un sogno per l’appunto a 28 anni. Ma nel calcio ci sono tanti esempi di calciatori giunti nell’olimpo in età matura.
Lui è partito dal Pineto, poi Morro d’Oro, ancora Pineto, San Nicolò e Amiternina. Nell’estate del 2014 la Vis Pesaro (14 reti in 25 gare con Magi in panchina), una parentesi alla Fermana (5 gol in 20 presenze) e ancora Vis Pesaro da dove ha preso il volo verso Bolzano. Raccontata così sembra facile, ma la storia di Costantino è costellata anche da un brutto infortunio, nel 2014 (contro il Giulianova), nel mentre faceva faville a Pesaro e aveva già realizzato 13 gol. Un infortunio al ginocchio che poteva compromettere la carriera di questo centravanti che si ispira a Pippo Inzaghi («mi piaceva perché in campo era un assatanato») e che ha un gran carattere che gli ha permesso di superare lo stop forzato e di riprendere a gonfiare la rete. «La svolta della mia carriera», ama ripetere, «è arrivata a Pesaro, in serie D, nella passata stagione grazie anche ai suggerimenti di mister Sassarini». I 27 gol collezionati lo hanno portato all’attenzione degli addetti ai lavori e i dirigenti del Sudtirol hanno deciso di scommettere su questo ragazzo nato ad Aarau, in Svizzera, ma abruzzese doc. Fiducia ripagata dai 17 gol (18 con quello rifilato al Modena in avvio di stagione) e da un cammino esaltante che lui spera di terminare a due passi da casa, a Pescara. Tifa Milan Rocco Costantino, una passione trasmessa da papà Carlo che nel 2003 lo ha portato all’Old Trafford per vedere la finale di Champions League vinta da rossoneri ai rigori contro la Juventus. «Non mi sento un esempio», ha detto nel corso della stagione vissuta da protagonista con il club altoatesino, «ma posso essere uno spunto per tutti quei ragazzi che vogliono farsi largo nel mondo del calcio partendo dalle categorie minori. Solo il lavoro, la costanza, la dedizione e la passione ti permettono di superare qualsiasi avversità».
E Costantino vuole continuare a scalare i gradini che portano al grande calcio. E’ sotto contratto con il Sudtirol fino a giugno 2019; spera di andare in B con la sua squadra, se così non fosse i tanti gol realizzati potrebbero comunque valergli una chiamata dalla B. Magari da parte di chi ha intenzione di giocarsi una scommessa. Costantino le adora, perché è abituato a vincerle sul campo.
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