Una tripletta in mezzora: la reazione rabbiosa di CR7

Le critiche per l’eliminazione in Champions caricano Ronaldo che stacca Pelè Un’entrata del portoghese su Cragno fa gridare al rosso, per Calvarese è giallo
CAGLIARI. Cristiano Ronaldo il più discusso dopo il Porto. E CR7 superstar della vittoria che consente alla Juventus di non perdere terreno sull'Inter (sempre a più dieci). E di sperare ancora nello scudetto. Tre a uno alla Sardegna Arena: e la firma è tre volte del capocannoniere (23 gol) del torneo. Troppa rabbia per il brutto saluto alla Champions League, troppa roba per il Cagliari ordinato e compatto, ma giù alla prima occasione: per la squadra di Semplici (per lui prima sconfitta sulla panchina rossoblù) la vera sfida da vincere è quella di sabato con lo Spezia in trasferta. Juventus costretta a vincere. Lo sa anche CR7 che, infatti, segna subito di testa, dopo 10’, sugli sviluppi di un angolo. Morata si mangia il raddoppio al 22', ma tre minuti dopo ci pensa sempre il 36enne portoghese: si procura il rigore su un'uscita a valanga di Cragno. E poi lo trasforma. Non c'è discussione: Ronaldo forse non raggiungerebbe mai il pallone, ma il portiere effettivamente lo tocca con i guanti. Non basta: al 32' piccola finta, poi botta sul palo più lontano imprendibile per Cragno. Tutto il repertorio di CR7 messo in mostra in 32 minuti: un gol di testa, uno di destro (il rigore) e uno di sinistro. «Congratulazioni per aver battuto il mio record di gol nelle partite ufficiali», scrive in serata Pelè riferendosi Cristiano Ronaldo che ha raggiunto il record di 770 reti in gare ufficiali, staccando O’Rey. «Che bella carriera che stai facendo! Ti ammiro molto».
Alla tripletta si può anche aggiungere un'ammonizione per un intervento a gamba tesa che finisce sul viso di Cragno, sanguinante a terra. Un episodio, sullo 0-1, che sarebbe potuto costare anche il rosso, ma il Var non interviene. «Il gioco pericoloso se mette a rischio l'incolumità dell'avversario deve essere punito con il rosso. Lo dice il regolamento», sostiene il presidente rossoblù Tommaso Giulini. «Non era da rosso: era un normale intervento di gioco, guardava la palla», dice invece Andrea Pirlo.
E alla fine, proprio mentre Calvarese sta mettendo in bocca il fischietto, Ronaldo si mangia il poker. Insomma fa tutto lui, compreso messaggio polemico rivolto alle telecamere e forse alle critiche post Porto. E meno male che il campo di Cagliari era l'unico che mancava alla sua collezione di gol italiana. Poco più di mezz'ora e partita già finita. Pirlo può permettersi di chiamare fuori Alex Sandro (qualche problema per l'esterno) e di mettere Bernardeschi laterale a sinistra sulla linea dei difensori.
Nella ripresa c'è un po’ di gloria anche per il Cagliari. E soprattutto per Simeone: il gol dell'1 a 3 (assist di Zappa) non riapre la partita ma serve al Cholito per interrompere un digiuno che durava dal 31 ottobre. A questo punto il Cagliari ci prova anche. Allenandosi in vista di gare (a partire da sabato) più importanti, piano piano prende campo. Ma la Juventus si salva sempre senza troppi affanni. E finisce così: i bianconeri credono nella rincorsa scudetto, nonostante il -10 dall’Inter. «Bisognava rispondere sul campo e abbiamo portato a casa tre punti fondamentali», il commento del portiere Szczesny. «Vogliamo vincerle tutte».
Stefano Ambu

