Ur L’Aquila, cinque finali per restare in serie A
Coach D’Antonio: «La classifica rimane corta, sarà fondamentale vincere in casa il match col Perugia. Dobbiamo migliorare nel finale, gli ultimi 5’ sempre fatali»
L’AQUILA. Sprint verso la salvezza. A cinque giornate dal termine del campionato di rugby di serie A è incerta, nel girone 3, la corsa per evitare gli ultimi due posti e centrare la permanenza nella categoria.
«Siamo partiti da zero, noi tecnici alla prima esperienza in serie A, con un gruppo nuovo di ragazzi che doveva conoscersi», commenta il tecnico dei neroverdi Roberto D’Antonio. «C’è voluto tempo per capire le dinamiche del campionato e in avvio abbiamo pagato anche l’assenza dei due stranieri. La crescita dei giovani è stata costante, ma siamo stati poco cinici in alcune partite, dove abbiamo sprecato troppo per colpa dell’inesperienza e della giovane età».
La classifica rimane corta nelle zone basse, con L’Aquila che dopo la sentenza del Giudice sportivo ha 11 punti di vantaggio dal fanalino di coda Benevento e 4 sulla cadetta I Medicei, due avversari che saranno affrontati in trasferta. «Il finale di stagione sarà tirato per tutti», continua D’Antonio che da giocatore in mediana ha collezionato con L’Aquila una cinquantina di presenze in serie A dal 1989 al 1996. «Noi venderemo cara la pelle, l’obiettivo è cercare di raggiungere la salvezza nelle prossime tre giornate e fare risultato a Pesaro sarebbe ottimo per il morale. Tutte le partite saranno insidiose, quella che mi preoccupa di più è sempre la prossima, ma siamo obbligati a vincere in casa con Perugia». Dopo 13 partite giocate, si può fare un primo bilancio per i neroverdi: 5 vittorie e 8 sconfitte; 256 punti fatti, con Anderson miglior marcatore con 75 punti (21 trasformazioni e 11 calci) e 34 mete realizzate (con Petrolati metaman a quota 7); 334 i punti subiti e ben 34 giocatori impiegati finora, con Donadio, Ferrara, Fiore, Giampietri, Lofrese e Petrolati i più utilizzati. «Il dato che mi piace di più è il minutaggio di tanti giovani», continua D’Antonio, che per anni ha allenato le formazioni giovanili della Polisportiva fino all’Under 18 Elite, «e l’utilizzo di tanti atleti. La mancanza di un precampionato con squadre di alto livello, ha influito su prestazioni e morale. Gli ultimi 5 minuti sono stati fatali in tante occasioni ed è un dato che non mi piace. Dobbiamo lavorare nella testa dei giocatori».
Nel 2019 L’Aquila è uscita dal campo sconfitta quattro volte contro le prime della graduatoria – Capitolina, Amatori Catania, Cavalieri Prato Sesto e Alghero – mentre sono di buon auspicio le due vittorie conquistate contro Benevento e Primavera, dirette concorrenti alla salvezza. Saranno infatti fondamentali per gli aquilani i prossimi scontri diretti a partire dal match dopo la sosta, il 24 marzo, a Pesaro, che schiera il centro ex L’Aquila Giorgio Erbolini. La vittoria contro la Primavera ha lasciato qualche acciaccato come Petrolati, Lofrese, Sebastiani e Du Toit, mentre sul fronte infortuni Gigi Milani deve fare una risonanza magnetica al ginocchio infortunato ad Alghero.
Intanto ieri, nel recupero del match non disputato il 27 gennaio per il blocco dei voli dalla Sicilia, l'Amatori Catania ha vinto 19-26 a Roma contro la Capitolina.
RICCIONI CON L’ITALRUGBY. Il pilone teramano (ma nato a Pescara e cresciuto nelle giovanili della Polisportiva L’Aquila) Marco Riccioni è stato confermato dal ct dell’Italrugby O’Shea nei 32 convocati per l’ultima gara del Sei Nazioni, sabato all’Olimpico, alle 13.30, contro la Francia.
Tommaso Cantalini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

