Uragano su Novara: è quello biancazzurro più forte della pioggia

30 Maggio 2016

In viaggio 50 minibus oltre ai pullman del tifo ufficiale Musica e arrosticini nelle aree di servizio, poi la festa

NOVARA. Tuoni e fulmini accolgono lo sbarco i supporters biancazzurri al “Silvio Piola”. Pioggia che diventa un vero uragano nei minuti che precedono la gara e per il primo quarto d’ora abbondante di gioco. Fino al lampo di Lapadula, insomma. Tanta acqua, insomma. Sul campo come lungo la strada. Ma che non ha spento nemmeno per un minuto l’entusiasmo dei mille e oltre che si sono levati quasi all’alba per sostenere Caprari e compagni nella prima impegnativa uscita dei play off. Una lunghissima trasferta all’insegna del calore e del colore, dell’entusiasmo ritrovato. Se mai era stato sopito.

Finito il tempo delle lunghe carovane di pullman, delle Frecce biancazzurre, ora i mini esodi avvengono in modo assai più estemporaneo, forse meno appariscente di certo non meno fantasioso, folcloristico. Grandi protagonisti i mini bus da 9 posti, letteralmente razziati in tutte le agenzie di noleggio del Pescarese e delle province vicine ma anche presso numerose aziende private che li utilizzano per il trasporto del personale.

Sulla strada di Novara ieri mattina se ne sono contati non meno di una cinquantina, in parte incolonnati ai bus del tifo “ufficiale”, tra cui quello delle storiche, immancabili e ineguagliabili Donne biancazzurre, molte accompagnate da figlie e nipotine, per il resto in ordine sparso ma tenuti saldamente “legati” dai telefonini. Così, ogni pausa caffé è diventata occasione per improvvisare veri e propri spettacolini itineranti. Poi, da Bologna in su, nonostante i primi pesanti scrosci di pioggia, la fantasia si è scatenata trasformando ogni pranzo al sacco in vere rappresentazioni folcloristiche di tifo. “Armati” di strumenti musicali più disparati, dalla fisarmonica alle armoniche, dai tamburi ai barattolini di birra vuoti, tra un camogli e una caprese a decine intonavano l’inno biancazzurro e quanto altro possibile del repertorio. Le “vette” più alte della fantasia toccate con l’improvvisato barbecue in area di servizio appena oltre Bologna a base di immancabili arrosticini e Montepulciano doc. Cori e canti immediatamente caricati sui vari siti e profili del tifo, rimbalzati da un gruppo all’altro e naturalmente in pochi minuti divenuti “virali”, come il pranzo dei cinquanta scatenati ultrà che hanno trasformato un angolo di Piacenza in una specie di succursale di corso Manthoné, attirando decine di divertiti e curiosi passanti fuori dalle vetrine della caratteristica trattoria. Poi, dopo almeno sette otto ore di viaggio, sotto la pioggia sempre più fitta, bandiere al vento, lo sbarco in massa sui viali di Novara e quindi sugli spalti del Piola a far sentire la propria voce a Vitturini e compagni fin dal riscaldamento. Sempre più bagnati, inzuppati, ma con l’entusiasmo sempre alle stelle. Fin quasi a trascinare fisicamente i biancazzurri verso un’impresa che avvicina ancor più il popolo biancazzurro e gli Oddo boys alla meta ambita, cercata, voluta, sognata, inseguita per tutto un anno. Perché alla fine il vero uragano abbattutosi su Novara è stato quello biancazzurro.

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