Vaccaro spietato, 208 gol in carriera
L’attaccante del Silvi si ispira a Bernardeschi e ha vinto cinque campionati
PESCARA. Il Silvi si coccola il suo bomber di periferia. Da due stagioni, Daniele Vaccaro è il punto di riferimento dell’attacco silvarolo. Il 32enne di Spoltore è uno degli attaccanti più prolifici d’Abruzzo e con le sue 27 reti sta trascinando i rossoblù ai piani alti della classifica. La carriera di Vaccaro è stata sempre contraddistinta dal gol, nonostante un ruolo che non lo porta ad essere un classico numero nove (32 gol la scorsa stagione). Daniele preferisce giocare come seconda punta, ma la sua duttilità gli permette di agire anche come esterno di un attacco a tre. Dal 2006 ad oggi, Vaccaro ha messo a segno 208 reti tra Eccellenza, Promozione, Prima e Seconda categoria, con una media di circa 16 reti a stagione. I primi gol tra i “grandi” li realizza in Promozione con la maglia della Tiburfuoco, per poi confermarsi con le maglie di Vis Pianella, San Marco, Sambuceto San Paolo, Folgore Sambuceto e Spoltore. Nella sua personale bacheca figurano ben 5 campionati vinti (due ai play off) e una coppa Abruzzo col Sambuceto San Paolo nella stagione 2011-2012. Quest’anno il suo Silvi, dopo la sconfitta di domenica scorsa con il Varano, staziona al quarto posto del girone D di Prima categoria, distante 8 punti dalla capolista Giuliano Annunziata. La squadra allenata da Federico Terrenzi è però prima nella casella gol segnati con 66 reti. Il 40% delle reti porta la firma del bomber spoltorese:
«Per la prima volta gioco nel girone teramano ed è molto duro», dice Vaccaro, «ci sono squadre forti che hanno tanti calciatori di categoria superiore. Noi non siamo partiti benissimo, ma ora stiamo lottando per i primi. Sarà dura, ma vogliamo crederci». Sposato con Chiara, ad agosto è diventato papà del piccolo Federico: «Un’emozione stupenda ed indescrivibile. Mi sta cambiando la vita. Per fortuna riesco a conciliare famiglia, sport e lavoro, grazie anche a mia moglie che mi supporta e sopporta da sempre». È tifosissimo della Roma, ma si ispira allo juventino Bernardeschi: «E’ un talento. In Italia, credo che sia uno dei più forti. Contro l’Atletico in Champions ha dimostrato tutta la sua tecnica e maturità. Mio figlio si chiama così anche per lui».
Riccardo Di Persio
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