Vagnoni, un mago con i giovani dalla gavetta al sogno Notaresco

7 Novembre 2019

Serie D, l’allenatore della capolista guida una squadra che ha 17 fuoriquota su 25 giocatori in rosa «Primi con merito, ma se ci montiamo la testa facciamo fatica. Dobbiamo giocare spensierati»

NOTARESCO. Quando vinse il campionato di Promozione con il Pagliare, dovette tatuarsi in testa le iniziali dei suoi due figli, Elia e Greta, per onorare una scommessa. Chissà cosa farebbe Roberto Vagnoni se dovesse andare in serie C con il SN Notaresco. «Per ora non ci penso», sorride il tecnico dei rossoblù. «Viviamo alla giornata. Non dobbiamo metterci in testa cose che non ci appartengono, altrimenti facciamo fatica. Gli obiettivi dobbiamo costruirceli mese dopo mese». I numeri (da record) parlano chiaro: il Notaresco è primo in classifica dopo dieci giornate insieme alla Recanatese, a +9 sulle terze, e ha vinto nove partite di fila. Una squadra costruita per salvarsi che si ritrova in vetta e non sembra soffrire di vertigini. Nessuno ferma il Notaresco dei baby, una squadra che in organico ha 17 fuoriquota su 25 giocatori ed è quella che ha utilizzato più giovani di tutti (dei 17 under a disposizione, solo Moscianese, Sorrini e Gogo non sono ancora stati schierati).
Tra gli artefici del “miracolo” Notaresco c’è il tecnico Vagnoni, 51 anni, originario di Stella di Monsampolo, un paesino di 4mila abitanti tra Ascoli e San Benedetto del Tronto. Un allenatore carismatico, dal look stravagante - in panchina va rigorosamente con la coppola in testa alla Serse Cosmi e gli occhiali da sole - che ha fatto tanta gavetta. Quattro campionati di Promozione vinti con Arquata, Pagliare, Castel di Lama e Martinsicuro, poi l’Eccellenza a Grottammare e la D a Jesi e Castelfidardo. Con i leoncelli è stato esonerato, nella città della fisarmonica ha sfiorato i play off il primo anno, poi al secondo mandato, nella passata stagione, è stato mandato via.
Ora la rinascita a Notaresco. «È la mia rivincita», dice Vagnoni, «perché l’anno scorso, dopo aver fatto qualcosa di straordinario a Castelfidardo, sono rimasto fermo. Quest’anno, invece, che venivo da un esonero, ho trovato subito squadra. Devo ringraziare il presidente Salvatore Di Giovanni perché ha avuto fiducia in me». Non era facile subentrare a Mirko Cudini, che bene ha fatto a Notaresco nella passata stagione. Ma Vagnoni è andato anche oltre, migliorando i risultati del suo predecessore. «Nove vittorie di fila sono tante», spiega il tecnico, «nessuno poteva immaginarlo, ma siamo primi con merito. Miracolo? No, parlerei di lavoro. Siamo partiti in ritiro con tante difficoltà per una salvezza tranquilla, poi abbiamo trovato la quadratura del cerchio anche con qualche innesto che ha portato una mentalità importante nel gruppo».
Che tipo di allenatore è Vagnoni? «Sono un martello, a volte sono anche pesante. Ribadisco sempre i miei concetti, lavoriamo tanto sul campo insieme ai miei collaboratori, che ringrazio. Sono sanguigno e istintivo, ecco perché mi piace Antonio Conte». Vagnoni è un allenatore che gioca all’attacco. «La mia idea è di tenere gli avversari lontani dalla nostra area e di difendere sempre la palla e non la porta. Quando siamo in vantaggio, dico alla squadra di continuare ad attaccare, altrimenti se porti gli avversari nella tua metà campo prima o poi il gol lo prendi. Il mio look? Porto il cappello perché fa freddo», sorride. «Chiedo sempre alla società se è obbligatorio indossare la tuta sociale, altrimenti preferisco andare in panchina in borghese. Non lo faccio per apparire più autoritario, è una cosa che mi viene naturale». A Notaresco, comune di 6mila abitanti, si sogna ad occhi aperti. «È una piazza che vive di calcio e questo ti dà grandi stimoli. I tifosi pretendono tanto e ce l’hanno fatto capire anche dopo la sconfitta all’esordio col Vastogirardi. Domenica, però, ho sentito troppi mugugni quando eravamo sull’1-1 con l’Agnonese. Non dobbiamo essere presuntuosi, altrimenti è dura». Domenica si va a Matelica a caccia della decima. «Giocheremo per vincere come sempre, senza snaturare la nostra filosofia di gioco». Se decima sarà, è bene che Vagnoni inizi a pensare alla prossima scommessa da fare con i suoi figli in caso di serie C...
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