Valentini, la Juve e il sogno del marsicano in Bundesliga

Il terzino del Norimberga originario di Balsorano: ha vinto il campionato tedesco e per la storica promozione ha fatto cantare l’inno bianconero alla squadra
BALSORANO. Questa è la storia di un grande amore che ha come protagonista un marsicano di Germania. Lui si chiama Enrico Valentini, ha 29 anni ed è il terzino del Norimberga, squadra che ha raggiunto la promozione in Bundesliga, il massimo campionato tedesco, anche grazie al gol e ai 12 assist del suo difensore. Quel Valentini che negli ultimi giorni è diventato protagonista delle cronache calcistiche di mezza Europa, dopo che il Norimberga ha festeggiato la storica promozione cantando l’inno della Juve.
Motivo? Valentini è tifosissimo dei bianconeri. Per scoprire il grado di passione basterebbe scorrere i suoi tweet dopo l’uscita dalla Champions. Ma in pochi sanno che il giocatore ha sangue marsicano. Il padre Vincenzo e la madre Maria Gismondi, infatti, sono di Ridotti, una frazione di Balsorano, nella Valle Roveto.
Partita 30 anni fa in cerca di fortuna, la famiglia Valentini gestisce un’attività di ristorazione a Norimberga. Ma appena può torna nella verde vallata attraversata dal fiume Liri. Enrico Valentini ha trascorso tutte le sue estati nella Marsica, coi genitori e le sorelle Luana e Roberta, tra tornei di calcio con gli amici e discussioni sulla sua amata Juventus al bar o nella piazzetta. Di quando era bambino ricorda i lunghi viaggi in auto per tornare in Abruzzo, dai parenti. Un amore, quello per l’Italia e per il pallone, ereditato dal papà Vincenzo. Per una famiglia che pensa e parla in italiano. Perché Valentini si sente tedesco solo in campo. Ha iniziato a giocare a 5 anni nelle giovanili del Norimberga, visto che abitava di fronte al centro sportivo della squadra. È stato il papà Vincenzo a trasmettergli la passione per questo sport e per la Juve.
Dopo una lunga trafila, e le esperienze all’Aalen e al Karlsruhe, è tornato al Norimberga ed è diventato protagonista della scalata dei bavaresi dalla 2.Bundesliga (la serie B tedesca) alla Bundesliga. E c’è un aneddoto sui festeggiamenti con l’inno Juve: il primo giorno di allenamenti Valentini è stato invitato a cantare, in una sorta di rito di iniziazione, e lui ha scelto le parole che accompagnano l’ingresso in campo dei bianconeri. Da allora, l’inno della Juve è diventato il tormentone del Norimberga.
«Sarebbe un sogno fare un’amichevole contro i bianconeri, non posso decidere niente a riguardo, lanciamo un appello», ha detto Valentini in un’intervista a Gianlucadimarzio.com, «da bambino il mio idolo assoluto era Del Piero e lo sarà per sempre. Seguo sempre i bianconeri e sono contentissimo per questo scudetto: sofferto ma meritato. In Italia la Juve vince perché merita ma si cerca di infamarla. In Germania è diverso e ciò non accade: anche qui il Bayern trionfa in continuazione ma viene accettato perché è indubbiamente la squadra più forte. Beh, poi in Italia si festeggia quando si è un punto dietro… Un errore da parte del Napoli, che così non ha fatto altro che caricare la Juve».
Appassionato di calcio, di basket e di football americano, Valentini ha promesso di tornare presto nella frazione di Ridotti di Balsorano, dove i suoi familiari lo aspettano, a cominciare dal cugino Mauro, altro juventino di ferro.
Solo l’anno scorso, dopo il matrimonio con Xenia e con un viaggio di nozze da fare a Cuba, Valentini ha saltato l’appuntamento estivo in Valle Roveto. Quest’anno ci sarà. «Non c’è posto migliore dell’Abruzzo per trascorrere le vacanze», ha detto.
Terzino che ha un sogno preciso: giocare in A.
Ai tempi dell’Aalen ci fu qualche contatto col Sassuolo, ma poi non se ne fece nulla. Con la popolarità trovata grazie alla sua Juve chissà che non si incrocino altri destini per sperare, un giorno, di scendere in campo e provare a fermare un certo Paulo Dybala.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

