Venditti: io eroe? O’Shea ha rivoluzionato l’Italia

L’ala protagonista della storica vittoria di Firenze contro gli Springboks «Sensazione fantastica, sono affascinato da quello che insegna il nuovo ct»
L’AQUILA. Giornata da ricordare per il gladiatore marsicano. Il primo storico successo dell’Italrugby contro il Sudafrica, porta anche la firma di Giovanbattista Venditti (Zebre Rugby, 36 caps), nato ad Avezzano il 27 marzo 1990. Ala, di 187 cm per 110 kg.
«È stata una giornata fantastica», ha commentato al termine del test match dell’Italia a Firenze contro gli Springboks, « grazie a chi era sugli spalti e a chi c’è stato col cuore». Una partita di sacrificio per l’ala abruzzese, che ha rotto il ghiaccio nei primi minuti con un gran placcaggio, ha avuto pochi palloni a disposizione in attacco, ma è stato letale con la meta del 57° minuto. Una bella soddisfazione, dopo l’esclusione iniziale della lista dei convocati per i test autunnali e la tribuna contro gli All Blacks.
«Non ci sono rimasto male», afferma l’ala, che ha esordito in Nazionale il 4 febbraio 2012 a Saint-Denis contro la Francia, «sono tranquillo perché sto bene fisicamente. Accetto sempre le scelte del tecnico e quando ho la possibilità di giocare cerco di dare il meglio, poi è il campo a parlare». L’Italrugby rivoluzionata – dalla conduzione tecnica all’organico – ha iniziato al meglio il nuovo ciclo. «Io eroe? Abbiamo un tecnico preparato, che viene dalla realtà inglese che conosco», dice Venditti sul nuovo ct Conor O’Shea, «sono rimasto affascinato delle cose che ci propone, anche a livello individuale, con chiarezza e lungimiranza. A giugno si è visto poco, ma adesso siamo migliorati nella tenuta fisica e nella gestione del campo con più disciplina. Il cambio generazionale in gruppo è stato lento negli anni ma inevitabile. Ci sono tanti bravi ragazzi con voglia di migliorare e i giovani hanno maggiore facilità di adattamento al cambiamento». Venditti, dopo l’addio di Andrea Masi, è rimasto l’unico abruzzese di formazione nella Nazionale, con capitan Sergio Parisse, che non ha mai giocato per i club della regione d’origine dei suoi genitori. «Non sento il peso, ma fa piacere rappresentare l’Abruzzo», commenta Venditti, «Masi è stata una perdita, come placcava lui... Sono sicuro che in futuro emergeranno altri talenti dal nostro territorio, che ha una predisposizione naturale per il rugby». Giovanbattista Venditti è cresciuto rugbisticamente nell’Avezzano; è sposato con Alice e hanno due figli, Leonardo e Camilla. Lui segue a distanza il rugby abruzzese: «Sono contento per L’Aquila e Avezzano, che stanno facendo bene nei propri campionati», conclude l’ala, che si sta laureando in Scienze dell’alimentazione, «l’Abruzzo è una regione che può dare tanto. Siamo nati per questo sport, soprattutto caratteralmente. Possiamo fare meglio, me compreso».
L’Italrugby chiuderà sabato alle 15 allo stadio Euganeo contro Tonga, la parentesi autunnale internazionale. Gli azzurri, in ritiro all’NH Hotel Mantegna, oggi si alleneranno a porte aperte negli impianti del Petrarca Padova; domani, dopo l’annuncio della formazione, due sessioni di autografi.
Alle 17.30 al centro commerciale Nave da Vero di Marghera ed alle 18.30 presso la filiale del main sponsor Crédit Agricole Cariparma.
Tommaso Cantalini
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